LA CONDANNA
Agli arresti per due birre: era in sorveglianza speciale
Quaranta giorni di arresto per il trentenne di Vedano Olona che aveva violato il divieto di uscire dopo le 22
Quaranta giorni di arresto per “colpa” di un paio di birre. Il trentenne di Vedano Olona è troppo giovane per aver visto il famoso spot televisivo degli anni Ottanta di Renzo Arbore, «Meditate gente, meditate!». Se avesse riflettuto sulle conseguenze del suo gesto, forse se ne sarebbe rimasto sul divano o nella sua cameretta. Gli sono costati davvero cari, infatti, quei due boccali ordinati e consumati al bar nonostante il provvedimento di sorveglianza speciale gli vietasse di uscire di casa dopo una certa ora.
UN MESE E DIECI GIORNI DI ARRESTI
Processato con rito abbreviato dal giudice del Tribunale di Varese, Alessandra Sagone, per aver violato il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, l’uomo è stato condannato ieri, martedì 10 marzo, a un mese e dieci giorni agli arresti, oltre al pagamento delle spese processuali.
PROSCIOLTO PER CONCORSO IN FURTO
Gli era andata meglio il giorno prima, quando era stato prosciolto per concorso in furto di due biciclette alle stazioni ferroviarie di Venegono Superiore e Venegono Inferiore (reato dichiarato estinto per remissione tacita di querela da parte dei derubati, che non si sono mai presentati a Palazzo di giustizia per testimoniare). Proprio perché indagato per quei colpi, il trentenne - che abita ancora con i genitori e percepisce l’assegno di inclusione - era stato sottoposto alla sorveglianza speciale. Tra le restrizioni previste dalla misura, il divieto di uscire dopo le 22. Ma quella sera di ottobre del 2023 i carabinieri si presentarono a casa sua per un controllo alle 23 e non lo trovarono. E prima che la pattuglia ripartisse, lui arrivò di corsa, trafelato, e si giustificò così: «Scusate, ero andato a bere due birre». Inevitabile la denuncia, sfociata nel processo, con rito abbreviato, conclusosi con la condanna al minimo della pena, come chiesto sia dal pubblico ministero Nicola Ronzoni, sia dal difensore del vedanese, l’avvocato Massimiliano Carnelli.
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