STRUMENTO CONTESTATO
«Etilometro irregolare, alcoltest non valido»: assolto neopatentato
L’incidente avvenne nel 2022. La tesi del perito del conducente alla base della richiesta di assoluzione, accolta dal giudice di Varese
«Quell’etilometro è irregolare e va sequestrato». Questa, in estrema sintesi, la conclusione del consulente tecnico della difesa Giorgio Marcon - noto in tutta Italia per gli studi in cui contesta l’utilizzabilità degli strumenti in dotazione alle forze dell’ordine per eseguire l’alcoltest - che ha portato gli avvocati Alberto Zanzi e Carlotta Calemme a chiedere l’assoluzione di un giovane automobilista accusato di guida in stato di ebbrezza. Richiesta che, nonostante la proposta di condanna avanzata dal pubblico ministero, è stata accolta dal giudice del Tribunale di Varese, Luciano Luccarelli: «Il fatto non sussiste», è la sua sentenza.
L’incidente e l’alcoltest
La vicenda risale al giugno del 2022. Un ragazzo classe 2001, peraltro neopatentato, al volante della sua Skoda, provocò un incidente stradale sulla Sp 17, nel territorio di Buguggiate. Arrivò una pattuglia della polizia stradale e lo sottopose all’etilometro. Risultato? Un tasso alcolemico di 1,77 grammi di alcol per litro di sangue, oltre il triplo del limite di legge (0,5). Da qui la denuncia e il processo, durante il quale i difensori dell’automobilista hanno messo ripetutamente in dubbio il risultato del test. Una tesi basata, appunto, sulla consulenza del perito Marcon, il quale non ha mai fatto mistero di considerare inattendibili gli apparecchi in dotazione alle dotazione delle forze dell’ordine. L’esperto parla di «lati oscuri» degli etilometri, denunciando la mancata omologazione ministeriale dello strumento in questione, giudicato «non idoneo».
«Prima il risciacquo»
Strumento che - continua - non avrebbe fatto le verifiche e le calibrazioni annuali. Secondo Marcon, le conseguenze dell’«utilizzo improprio» di un apparecchio «non conforme alle prescrizioni» ministeriali sono «errori dei test» sull’imputato che ne «inficiano il risultato». Risultato che, a suo dire, sarebbe alterato dal fatto che il test fu eseguito senza aver proceduto prima al «risciacquo della bocca per eliminare i residui alcolici delle vie respiratorie che portano a trovare persone ubriache anche se non lo sono». Ed è ciò che, a suo dire, avvenne anche tre anni e mezzo fa a Buguggiate. Da qui la richiesta di assoluzione. E alla fine il giudice ha accolto la tesi difensiva.
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