ARTE IN MOSTRA
Busto Arsizio: ecco il Festival Fotografico Europeo
Inaugurazione nelle sale di Palazzo Marliani Cicogna. Tappe anche a Legnano, Castellanza, Olgiate Olona, Cairate e all’aeroporto di Malpensa fino al 26 aprile
Da un maestro fotografo detentore di un record mondiale ai giovani apprendisti dell’istituto Falcone di Gallarate, passando per le sperimentazioni di forme e luci di una maestra francese della fotocamera. Al via oggi, domenica 8 marzo, il Festival Fotografico Europeo, organizzato dall’Archivio Fotografico Italiano (AFI) con il patrocinio della Commissione Europea, della Regione Lombardia e delle Amministrazioni comunali di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza e Olgiate Olona.
IL FESTIVAL
L’inaugurazione ha animato il pomeriggio di una domenica dal sapore primaverile, accogliendo numerose persone nelle sale di Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio. In contemporanea, un altro incontro inaugurale a Legnano e nella mattina di ieri stessa opportunità anche a Castellanza.
Si tratta della quattordicesima edizione per il Festival, che vedrà susseguirsi eventi a Busto Arsizio, ma anche a Legnano, Castellanza, Olgiate Olona, Cairate e all’aeroporto di Milano Malpensa fino al 26 aprile.
Filo conduttore di questa edizione è il tema delle geografie umane, che si esplica in un racconto dei luoghi fatto attraverso le persone che li abitano, li attraversano e li custodiscono. Una mappa aperta, senza confini rigidi, costruita da presenze e assenze, memorie e trasformazioni. Tutto ciò, con la forma della fotografia d’autore, che si fa linguaggio plurale in infondere testimonianze, relazioni profonde con lo spazio, visione intima e poetica. Immagini che non si limitano a descrivere, ma interrogano e suggeriscono riflessioni più profonde, sempre più rare in una contemporaneità schiava della rapidità del digitale.
LE FOTOGRAFIE IN MOSTRA
Ad aprire la rassegna bustocca dedicata alla fotografia gli scatti di uno dei maestri del genere. A Palazzo Marliani Cicogna sono esposti gli scatti di Martin Parr, fotografo britannico cresciuto a pane e macchina fotografica e scomparso nel dicembre 2025. Suo il Guinness World Record per la più grande mostra fotografica simultanea: un’esposizione visibile in 41 gallerie in tutto il mondo, nel 1999. Nel suo curriculum esposizioni nelle più importanti gallerie di tutto il mondo e ruoli come docente in prestigiosi atenei, oltre ad innumerevoli premi e riconoscimenti. Le sue fotografie sono quadri di vita british, tra istinti di conservazione delle tradizioni, spinta all’innovazione e un tocco di un’ironia sottile ma provocatoria, tipica del Paese di re Carlo III.
Esposte nelle sale di Palazzo Marliani Cicogna anche gli scatti della giovane francese Maréva Druilha. In particolare, visibili a Busto Arsizio le collezioni Lunatafoni e Inside Obscura. La prima si configura come esplorazione intima delle forme del mondo, tra carne e minerale. Location d’eccellenza, la Valle della Luna in Sardegna, con una serie in bianco e nero in cui si mescolano la grana della pelle a quella del granito scolpito da millenni dal vento, dall’acqua, dal silenzio.
Nei paesaggi dei tafoni, ovvero cavità scavate nella roccia, trovano posto fossili antichi e corpi moderni, in un atto che non si sa bene se di rifugio o di emersione dalla terra. Inside Obscura, invece, utilizza il principio della camera oscura invitando l’osservatore ad un viaggio contemplativo dentro la macchina fotografica. Così si animano pareti e soffitto, tramite un’unica minuscola apertura luminosa. Una collezione che fa sperimentare ciò che ha già guidato i pittori del Rinascimento, “scopritori” della prospettiva.
Si basano sulla necessità di soffermarsi a dare attenzione al minuscolo gli scatti degli studenti del 4° anno dell’IS Giovanni Falcone di Gallarate. I giovani apprendisti espongono le fotografie incentrate su un ritorno alla natura, ma soprattutto all’infinitamente piccolo. Un invito dal sapore rivoluzionario, in un contesto come quello moderno dove il passo è così rapido e svelto da veder sfumare i contorni in un processo che comporta la perdita dei dettagli e della bellezza in essi racchiusa.
Ecco allora che si susseguono gli scatti della samara dell’acero, che non è solo un seme ma un’opera alata di precisione assoluta. Ancora, viene ritratta la pigna della magnolia, che con la sua superficie irregolare dal sapore tanto preistorico quanto alieno viene spesso ignorata sull’asfalto. Infine la ghianda, nascosta tra le foglie, con la sua forma ovale perfetta cade con un tonfo sordo.
LE DICHIARAZIONI
Il Festival Fotografico Europeo ha quindi preso il via oggi alla presenza erano del presidente AFI Claudio Monaco e il vicesindaco e assessore a Identità, Cultura e Sviluppo del territorio Manuela Maffioli. Monaco ha sottolineato che il comune di Busto Arsizio è da tempo terreno fertile per iniziative culturali originali, interessanti e coinvolgenti. In riferimento al Festival, l’assessore Maffioli ha sottolineato che si tratta di «un bagno di cultura e un’avventura che va avanti da 14 anni e che siamo sicuri che proseguirà perché importante che le cose belle abbiano una vita propria, indipendentemente dall’orientamento politico delle amministrazioni comunali». Per Manuela Maffioli «le manifestazioni culturali devono essere poliedriche, per la commistione di temi e linguaggi, ma anche policentrici, in una condivisione di spazi pubblici e privati, che devono essere valorizzati e resi aperti e vicini ai cittadini». Il vicesindaco e assessore ha concluso affermando che «la cultura e i festival previsti a Busto Arsizio non sono solo tempo libero, ma hanno l’ambizione di essere momenti di educazione e di sviluppo per l’individuo».
Seguiranno altre mostre, ma anche conferenze, proiezioni, presentazioni di libri e percorsi formativi. Il tutto, mettendo in dialogo fotografia storica, moderna e contemporanea, ma anche favorendo l’incontro tra autori affermati ed emergenti, italiani e internazionali, professionisti, studiosi, studenti e appassionati.
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