ORGANICO
Busto Arsizio, la procura è in sofferenza
La sede più in difficoltà nel distretto della corte d’appello di Milano
Qual è la sede giudiziaria più in affanno all’interno del distretto della corte d’appello di Milano? La risposta è corale: Busto Arsizio. Lo ha attestato il consiglio giudiziario itinerante che ieri mattina, martedì 20 gennaio, ha fatto tappa nell’aula Falcone e Borsellino di via Volturno.
IL PREGRESSO CHE INCOMBE
Il presidente della corte Giuseppe Ondei e il procuratore generale Francesca Nanni hanno snocciolato numeri che si traducono in valutazioni. «Massima efficienza del tribunale civile, sul fronte penale buone condizioni del dibattimento monocratico e collegiale, grandi difficoltà all’ufficio gip»: d’altro canto il 2025 è stato l’annus horribilis del secondo piano del tribunale tra maternità e trasferimenti. Per mesi il gip ha tirato avanti con soli tre - e in certi momenti addirittura due - giudici e la pianta organica degli amministrativi è ridotta all’osso. Dal tardo autunno, con l’arrivo di magistrati stabili (finora ci sono state applicazioni anche dal civile) l’emergenza sembra essere ridimensionata. E la procura? «È molto efficiente nonostante l’organico. Non si riesce però ad abbattere l’arretrato», ha osservato Nanni.
Il procuratore capo Carlo Nocerino l’ha incalzata, chiedendole di rappresentare la situazione di Busto in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. E poi è entrato nel merito. «Abbiamo presentato un dossier dei nostri numeri, sperando almeno di arrivare a quelli di Monza che non mi pare essere il centro di tutto».
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