MUSICA
Comabbio, Asia Morellini: canto i miei posti del cuore
Il videoclip di "Treni" girato nelle stazioni di Gallarate e Travedona Monate
«Di Milano? Solo nata lì, sono cresciuta a Varese, la zona dei laghi». Così Asia Morellini si è presentata a Luca Barbareschi in avvio di una puntata di Allegro ma non troppo, programma domenicale in seconda serata di Rai Tre. Motivo d’orgoglio comune perché non è frequente che in tv si sottolinei il senso di appartenenza a una provincia ma soprattutto perché è raro trovare una cantautrice capace di scrivere e interpretare brani della profondità dei suoi.
Orientiamoci, lei nasce 24 anni fa all’ombra del Duomo. Poi che accade?
«La nascita a Milano possiamo definirla casuale. I miei abitano a Comabbio, fino alla maturità sono rimasta dalle nostre parti. Il percorso scolastico è stato elementari a Ternate, medie a Sesto Calende e liceo linguistico, il Crespi, a Busto Arsizio. Una volta diplomata, mi sono riaffacciata a Milano, sentivo la necessità di misurarmi con una città grande e in particolare con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi».
Già, Allegro ma non troppo ha rivelato solo una parte della sua attività artistica. Lei è anche apprezzata attrice di teatro con all’attivo ruoli sia di Brecht che Molière. Se dovesse scegliere tra musica e prosa?
«Chiederei il permesso di non scegliere, tentando di portarle avanti insieme, se possibile aprendo anche al cinema. Ho girato, con piacere, spot e cortometraggi, spero arrivi un lungometraggio. Per il momento mi accontento di andare al cinema spesso».
E di scrivere Un personaggio da film in cui canta «Non appartengo a nessun posto / Qui non mi capisce nessuno». Dove l’ha composta?
«In un non luogo, naturalmente è una dimensione esistenziale geografica, capita di sentirmi così. In genere però ho ben chiaro quale sia il mio posto del cuore. Roma è bellissima se sei turista, Milano non mi dispiace affatto ma, ogni volta che gli impegni lavorativi lo consentono, torno a Comabbio».
In Treni canta «Ho scritto una canzone e ho perso la fermata». Mai successo?
«Anche senza avere scritto una canzone. I treni rappresentano la colonna sonora della mia vita, ci viaggio da sempre. Il videoclip è girato in due stazioni che conosco bene, Gallarate e Travedona Monate, paese a me caro anche per il cinema Santamanzio».
Barbareschi l’ha chiamata per Asia respira, canzone bellissima e terribile, in cui descrive la violenza subita a sette anni. Quando ha deciso fosse giunto il tempo di dare voce al dolore?
«Dopo la pandemia, poi in realtà l’ho pubblicata poco più di un mese fa. Non l’ho scritta per me, vorrei considerarla una carezza a tutte le ragazze che, pur avendo conosciuto lo stesso orrore, non parlano».
In rete sono presenti sette suoi brani, tutti con testi di livello alto. Non sarebbe ora di uscire con un album?
«Mi impegno, parola! In quanto ai testi, mi è difficile giudicarmi ma ammetto di essere cresciuta ascoltando le musicassette di De Gregori, De André, Dalla e Cocciante, autori che continuo a sentire. Come le canzoni di Angelina Mango che ritengo un punto di riferimento».
© Riproduzione Riservata


