INDIETRO NEL TEMPO
Così a Gallarate fu salvato De Chiesa
L’ex sciatore della Nazionale arrivò nel 1978 al Pronto soccorso dove venne curato dal dottor Galli Stampino
Il dottor Carlo Galli Stampino, che quella sera del 1978 era primario del Pronto soccorso di Gallarate, è morto poco meno di due anni fa. È morto senza mai raccontare pubblicamente cosa fosse accaduto quella notte, i dubbi dei colleghi, la loro emozioni di fronte a quello che allora era uno dei volti della Valanga Azzurra. Paolo De Chiesa, ex sciatore della Nazionale, ha raccontato nei giorni scorsi al Corriere della Sera i dettagli dell’episodio che interruppe la sua carriera di sportivo: la fidanzata con cui si trovava a casa di amici nel Bustese esplose un colpo di pistola che lo ferì al collo. «Non feci denuncia, non volli rovinarle la vita», ha detto l’ex azzurro nell’intervista.
SOTTO CHOC
Al poliziotto che gli chiese informazioni sull’accaduto, De Chiesa non volle raccontare la verità, ma fu all’ospedale di Gallarate che i medici si presero cura di lui quando si presentò al Pronto soccorso sanguinante e sotto choc. E proprio dai Pronto soccorso e dalle case di comunità delle strutture sanitarie dell’Asst Valle Olona sono in partenza a giorni nove professionisti che si prenderanno cura degli atleti in gara alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
SEGRETO TOMBALE
Il segreto che De Chiesa si è portato dietro per quasi cinquant’anni è stato conservato finora anche dagli stessi medici e infermieri che quella sera lo medicarono in via Pastori. La ferita bastò per incrinare una carriera, ma non si rivelò mortale. Dell’episodio che ha visto vittima l’atleta, Galli Stampino non ha parlato in pubblico fino alla morte e la stessa riservatezza è stata osservata finora da tutto il personale in servizio allora al Pronto soccorso, alla luce del principio che lega medico e paziente.
VERSO MILANO E CORTINA
E da uno sciatore di ieri si arriva ai campioni di oggi. Prestano servizio negli ospedali e nelle altre strutture dell’Asst Valle Olona nove professionisti che hanno aderito alla chiamata dei Giochi e insieme con i colleghi di mezza Lombardia saranno a disposizione a bordo pista durante le competizioni di Milano Cortina. Da Busto partirà un medico di chirurgia generale, mentre Saronno presterà alle Olimpiadi uno dei propri ortopedici. In partenza anche due tecnici di radiologia, mentre sono in tutto cinque – una donna e quattro uomini – gli infermieri. Due di loro lavorano ogni giorno in Pronto soccorso, uno viene dalla Rianimazione, un altro dalla centrale operativa territoriale e l’ultimo da una casa di comunità.
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