ROMA
Cottarelli, col greggio a 120 dollari rischio recessione e 30 miliardi di debito
(ANSA) - ROMA, 09 MAR - Il caro dei prezzi energetici dovuto
alla guerra in Medio Oriente, se dovesse durare, rischierebbe di
mandare in recessione l'economia italiana. Una situazione che
scompaginerebbe il rientro del debito pubblico italiano: il
debito/Pil, oltre ad aumentare a causa di un'economia che non
cresce, salirebbe per colpa del maggior costo degli interesse,
dove un ipotetico rialzo dei rendimenti di 100 punti base, a
lungo andare, costerebbe allo Stato 30 miliardi l'anno.
A fare i conti, in un colloquio con l'ANSA, è Carlo
Cottarelli, ex direttore del dipartimento Affari fiscali del
Fondo monetario internazionale. "L'impatto sui tassi non è il
problema principale", dice Cottarelli. Le stime indicano che un
aumento del 10% del prezzo del petrolio cancella 0,1 di Pil, e
il petrolio a 120 dollari significa un aumento del 100%:
l'impatto sulla crescita italiana, stimata nell'ordine dello
0,5%, sarebbe di "almeno un punto". Dunque - dice Cottarelli -
"quando si arriva a prezzi petrolio intorno ai 120 dollari, un
Paese come l'Italia potrebbe finire in recessione, a meno che lo
Stato metta soldi per sostenere economia, come nel 2022".
(ANSA).
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