L’EVENTO
Elly Schlein alla Schiranna: oltre 500 i presenti
È la prima volta dal 2012 di un segretario del Partito democratico alla festa varesina
Oltre 500 persone alla Festa della Schiranna per la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, arrivata a Varese nel penultimo giorno della rassegna estiva dem. È la prima volta dal 2012 di un segretario del Pd alla Festa. Ad accoglierla lo stato maggiore varesino del partito.
«METTEREMO 5 MILIARDI IN PIÙ PER LA SANITÀ»
Prima dell’incontro sotto la tensostruttura – con tante persone rimaste in piedi –, Schlein ha affrontato con i cronisti anche temi nazionali. Dalle prossime elezioni regionali alle liste d’attesa: «Nell’ultimo anno gli italiani che hanno rinunciato almeno a una prestazione sanitaria sono passati da quattro milioni e mezzo a sei milioni e Meloni continua a raccontare la bugia di aver fatto il più grande investimento della storia nella sanità pubblica. Non è la realtà che i nostri cittadini tutti i giorni incontrano quando chiamano per fissare una gastroscopia e nel pubblico se va bene il primo appuntamento disponibile è dopo un anno e mezzo. Quindi un bagno di realtà farebbe bene uscendo dal Palazzo a questa presidente del Consiglio». «Quando andremo al governo la prima cosa che faremo sarà mettere 5 miliardi in più sulla sanità pubblica per assumere i medici, gli infermieri che mancano, contrastare le liste d’attesa, fare vivere la sanità del territorio, perché bisogna anche dirsi con autocritica che non tutti i problemi della sanità pubblica si sono ammassati con questo governo degli ultimi tre anni, lo sappiamo, la tragedia della pandemia dovrebbe averci insegnato che la sanità del futuro, lo sanno bene i nostri sindaci, è la sanità di prossimità», ha poi ribadito criticando il modello lombardo di sanità parlando di piano di privatizzazione «calcolato sulle disponibilità nelle tasche dei cittadini».
«MELONI SOSPENDA COLLABORAZIONE MILITARE CON ISRAELE»
«In questo momento è in corso un'invasione, un'occupazione criminale di Gaza da parte del governo israeliano di Netanyahu, i crimini continuano sia a Gaza che in Cisgiordania, le persone stanno morendo sotto le bombe, stanno morendo di fame, ieri Trump ha deciso di non dare i visti per l’ingresso ai rappresentanti del governo palestinese a partire dal primo ministro Abu Mazen che volevano andare proprio a discutere del futuro della Palestina»: è partita da questo tema la segretaria dem per chiedere lo stop della collaborazione militare con Israele e il riconoscimento dello Stato palestinese. «Quindi gli alleati di Giorgia Meloni continuano a violare ogni norma di diritto internazionale e ancora non abbiamo capito che cosa intende fare il suo Governo di concreto per fermare questo massacro e per far fermare questi crimini. Noi torniamo a chiedere sanzioni al governo criminale di Netanyahu e ai suoi ministri che stanno parlando apertamente di cancellare Gaza, la Palestina e i palestinesi, chiediamo di interrompere il memorandum di collaborazione militare che ancora sussiste tra l'Italia e il Governo israeliano e chiediamo il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina perché anche i palestinesi hanno diritto come gli israeliani a vivere in pace e in sicurezza in uno Stato».
«CONTRO I DAZI DI TRUMP SERVE IL SALARIO MINIMO»
Schlein ha poi chiamato il Governo Meloni a due battaglie per contrastare l'effetto dei dazi Usa: «Due grandi battaglie potrebbe fare subito il Governo per sostenere le famiglie e le imprese davanti all’impatto dei dazi: la prima è scollegare il prezzo dell’energia da quello del gas, la seconda grande questione che dovrebbero fare subito, anche questa a costo zero, è il salario minimo».
SERVE UNA DIFESA COMUNE DELLA UE, NO RIARMO DEI PAESI
«Non abbiamo mai sentito Giorgia Meloni fare una battaglia per proseguire gli investimenti comuni europei. L'unico modo per reagire all’aggressività di Trump, all’aggressività di Putin e all’espansionismo cinese è quello, un grande Next Generation EU che ogni anno ci consenta di sostenere la manifattura italiana di accompagnare le transizioni ecologiche e digitali e ci consenta anche di costruire una vera difesa comune europea che non è il riarmo dei 27 singoli stati dell’Unione Europea. Quello è un’altra cosa. Investimenti comuni europei vuol dire mettere insieme le risorse, mettere insieme l’interoperabilità e i comandi, fare acquisti comuni. Noi abbiamo bisogno di un’Europa più unita che superi quel principio di unanimità che l'attiene ostaggio dei detti nazionali e che ci impedisce di essere all’altezza delle sfide di questo mondo. Questa è la verità».
REGIONALI: «CERTA DI UNA SOLUZIONE IN PUGLIA E CAMPANIA»
«Stiamo lavorando per chiudere tutte le regioni, abbiamo già i candidati in cinque delle Regioni che vanno al voto. E anche qui c'è da sottolineare come mentre noi stiamo costruendo le coalizioni per battere le destre in tutte le Regioni, la destra al di fuori di dove ha gli uscenti non ha ancora individuato un candidato, forse uno in Toscana», ha risposto Schlein ai cronisti che le chiedevano delle possibili alleanze tra le forze politiche in Puglia in vista delle elezioni regionali. «Stanno aspettando, ho sentito per individuare il candidato nel Veneto di vedere come vanno le Marche, vuol dire che stanno continuando a litigare per le poltrone. Questa è anche l’unica cosa che li tiene insieme: il potere. Quindi non siamo sorpresi ma noi siamo già in pista in Veneto, siamo già in pista nelle Marche, siamo già in pista anche in Toscana, siamo già in pista in Calabria, stiamo lavorando per chiudere le ultime cose sia in Campania che in Puglia e sono certa che troveremo le soluzioni anche lì».
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