FIAMME GIALLE
Mimmo il marocchino, l’autista di Trecate e i fiumi di droga
Il traffico di stupefacenti tra Varese e il confine scoperchiato dall’indagine della guardia di finanza: quattordici imputati
L’immigrato marocchino che riceveva gli ordini telefonici si faceva chiamare “Mimmo”. E insieme con altri sei connazionali gestiva il traffico di droga nei boschi tra Varese e altri Comuni al confine con la Svizzera. La banda di extracomunitari poteva contare anche sull’aiuto di italiani, soprattutto tossicodipendenti, che in cambio di qualche dose fornivano “supporto logistico” facendo da autisti dei pusher o da corrieri degli stupefacenti. È il caso del 62enne di Trecate arrestato alla dogana di Gaggiolo al volante di un camion che trasportava mobili in legno provenienti dal Perù, all’interno dei quali erano nascosti ben 115 chili di cocaina.
Undici immigrati e tre italiani
È questa la ricostruzione che ha portato la Procura della Repubblica di Varese, sulla base delle indagini della Guardia di Finanza della Compagnia di Gaggiolo, a chiedere il rinvio a giudizio di 14 uomini (undici marocchini e tre italiani) per spaccio di cocaina, eroina e hashish. All’apertura dell’udienza preliminare davanti al gup Marcello Buffa, quattro hanno chiesto di essere ammessi al rito abbreviato, altri sette hanno concordato con il pubblico ministero un patteggiamento; tre imputati sono invece irreperibili. Se ne riparlerà ad aprile. Nei giorni scorsi l’arresto di uno spacciatore a Tradate.
Il servizio completo sulla Prealpina di martedì 20 gennaio, in edicola e in edizione digitale
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