COSTI E ISTRUZIONE
Aumentano le rette della scuola: opposizione contro Comune a Gallarate
Taglio di 300mila euro in tre anni del contributo comunale alla Fondazione Consorzio Scuole Materne. Silvestrini: «Attacco al bilancio delle famiglie»
«Questa scelta è un attacco diretto al diritto all’istruzione e al bilancio delle famiglie: è una decisione politica, non tecnica». È con queste parole che Margherita Silvetrini, consigliera del Partito democratico, sintetizza la posizione dell’opposizione di centrosinistra (quindi anche di CèV e lista Silvestrini) sulla vicenda che da mesi tiene banco a Gallarate: il ridimensionamento del contributo comunale alla Fondazione Consorzio scuole materne con un taglio di 300 mila euro in tre anni. Proprio ieri infatti è arrivata una mail per informare le famiglie dell’aumento delle rette a partire dal prossimo anno scolastico da circa 700 a oltre e mille euro (esclusi i servizi di pre e post scuola). «Una decisione presa senza avvertire noi genitori - commenta una mamma - si parla di aumenti sostanziali, non di qualche euro». Come prevedibile il malcontento tra chi frequenta la scuola e chi inizierà a settembre cresce.
Aumenti significativi
Secondo Silvetrini, il taglio al contributo non può essere letto come una scelta tecnica, ma come una precisa decisione politica. «Il risultato finale era chiaro fin dall’inizio: per garantire l’equilibrio di bilancio della Fondazione si sarebbe arrivati all’aumento delle rette», afferma la consigliera, sottolineando come gli emendamenti presentati dall’opposizione non siano riusciti a modificare l’impianto della decisione. «Le rette passano da circa 700 euro l’anno a oltre 1.000 euro - aggiunge la dem - aumenti molto significativi che incidono pesantemente anche sui redditi medi.»Per il Pd, il messaggio che emerge è quello di un’amministrazione che chiede alle famiglie di farsi carico delle conseguenze delle proprie scelte, senza un confronto preventivo né con i genitori né nelle sedi istituzionali competenti. «È una visione di città che mette in secondo piano le famiglie, soprattutto quelle giovani, e l’educazione dei più piccoli», aggiunge Silvetrini, parlando apertamente di un rischio di progressivo ridimensionamento della Fondazione. Infine la stoccata: forse il consigliere con la delega alla famiglia (ovvero Luigi Galluppi del Centro popolare) e il presidente della fondazione (Marco Castoldi) dovrebbero dimettersi o almeno rimettere le loro delega per dimostrare il loro disappunto».
Famiglie spiazzate
A rendere ancora più tesa la situazione è il modo in cui la notizia è arrivata ai diretti interessati. I genitori sono rimasti spiazzati da una lettera inviata via mail, con l’indicazione delle nuove rette. «Non è possibile ricevere questo tipo di notizie senza preavviso, soprattutto a metà anno e con la possibilità di iscrivere i propri figli in un’altra scuola ridotta al minimo - racconta un’altra mamma - Non stiamo parlando di pacchetti di fazzoletti ma dei bambini e della loro istruzione». Una preoccupazione che accumuna le famiglie di chi già frequenta una delle quattro sedi della Fondazione e chi inizierà l’anno prossimo. «La Fondazione ci era piaciuta per l’offerta formativa e avevamo fatto i nostri conti in b base al nostro bilancio e ora - aggiunge un papà - cosa dovrei fare? Cambiare scuola a metà del percorso educativo di mia figlia o non farle fare nessuna attività extra scolastica per pagare le rette?».
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