VERSO I GIOCHI
Il consigliere tedoforo: da Mercallo a Borgomanero
Dario Sculati porterà la fiaccola di Milano-Cortina nella tappa Novarese. «Credo di aver praticato tutti gli sport del mondo. Con scarsi risultati, ma sempre con passione»
«Credo di aver praticato tutti gli sport possibili al mondo, escluso forse il salto con l’asta o quello con gli sci dal trampolino, con scarsi risultati, ma sempre con passione». Potrebbe essere questa la perfetta sintesi delle parole con cui Dario Sculati, consigliere di Mercallo, annuncia di essere uno dei tedofori che porteranno la Fiamma dei Giochi di Milano-Cortina. Sculati ha comunicato la sua partecipazione all’evento tramite un lungo post su Facebook, in cui ha dato a tutti gli utenti della rete che lo seguono le informazioni indispensabili per poter partecipare insieme a lui.
LA PARTECIPAZIONE DEL CONSIGLIERE
Sculati spiega la propria partecipazione facendo riferimento alla condivisione di valori quali la passione, la vitalità e il rispetto. Porterà la Fiaccola a Borgomanero durante la sfilata che prenderà il via domani, mercoledì 14 gennaio, alle 10. Il cittadino di Mercallo specifica che la sua porzione di staffetta è contraddistinta dal numero 18 sul percorso che occupa via Borgomanero, in particolare a partire dal civico 151. Sculati porterà la fiamma olimpica per circa 300 metri prima di passare il testimone nell’ottica di sportività e condivisione che anima l’evento e le stesse Olimpiadi.
LO SPIRITO OLIMPICO
Il consigliere, da quanto si evince dalle parole che ha affidato a Facebook, sarà rappresentante dei suoi concittadini ma soprattutto si unirà agli altri tedofori che in tutta Italia stanno “sfilando” per le strade, portando la Fiamma olimpica vicino alle persone. L’obiettivo di questi eventi è, infatti, quello di diffondere lo spirito di quello che dovrebbe sempre essere uno degli elementi fondamentali dello sport, ovvero la condivisione. Il passaggio della torcia da una mano all’altra rappresenta la natura sociale e comunitaria che le varie discipline sportive, ognuna secondo le proprie specifiche caratteristiche, devono sempre far prevalere rispetto alla violenza e a una competitività diretta unicamente alla prevaricazione sull’altro.
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