L'AQUILA
Il Tribunale dei minori, 'sul caso famiglia del bosco toni aggressivi'
(ANSA) - L'AQUILA, 09 MAR - "In considerazione del clamore
mediatico suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in
fase istruttoria da più parti commentate anche con toni
aggressivi e non continenti, è premura dei magistrati che
lavorano presso gli uffici giudiziari minorili ed in
particolare, presso il Tribunale per i minorenni di L'Aquila e
la Procura minorile di L'Aquila, affermare che ogni iniziativa
giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai
principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come
sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto
internazionale". Così in una nota congiunta il presidente del
Tribunale per i minorenni dell'Aquila, Cecilia Angrisano, e il
procuratore della Repubblica, David Mancini, sulla vicenda della
famiglia del bosco.
"Ogni procedimento minorile prevede tempi di valutazione e
accertamento volti ad individuare e realizzare il superiore
interesse dei minori coinvolti, per la cui determinazione ci si
avvale anche del contributo delle scienze specialistiche di
riferimento e dei servizi pubblici dedicati alla tutela dei
minori - continua la nota -. Le sofferte e delicate decisioni
in materia e particolarmente quelle incidenti
sull'allontanamento dei minori dal contesto familiare non
originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i
genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore,
soggetto di diritti".
Secondo i due magistrati, "l'assicurazione della corretta
crescita del minore e della serena evoluzione della sua
personalità è il principio guida dell'azione giudiziaria degli
uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile
partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si
pongano in posizione collaborativa". "Si auspica, perciò -
concludono -, che la collettività comprenda quanto il rispetto
delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le
istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior
gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è
istituzionalmente all'autorità giudiziaria minorile il compito
di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi
gradi di giudizio". (ANSA).
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