ROMA
La Venus Électrique di Salvadori è il film d'apertura di Cannes 2026
(ANSA) - ROMA, 01 APR - Martedì 12 maggio, ad aprire la 79/a
edizione del Festival di Cannes, sarà il francese La Vénus
Électrique di Pierre Salvadori con Pio Marmai, Anais
Demoustier, Gilles Lellouche, Vimala Pons, Gustave Kervern,
Madeleine Baudot. Il film verrà presentato in anteprima al Grand
Théâtre Lumière, dopo la cerimonia di apertura condotta
dall'attrice Eye Haidara.
Contemporaneamente La Vénus Électrique verrà proiettato anche
nei cinema francesi, si spiega in una nota. Il film, definito
una commedia romantica burlesca, è ambientato nella Parigi del
1928. Protagonista della storia è un giovane pittore di
successo, Antoine Balestro, che non riesce più a dipingere dalla
morte della moglie, con grande disperazione del suo gallerista,
Armand. Una sera, in preda ai fumi dell'alcol, Antoine cerca di
contattare la moglie tramite una sensitiva. A sua insaputa, sta
in realtà parlando con Suzanne, un'umile lavoratrice del luna
park che si è intrufolata nella roulotte per rubare del cibo.
Suzanne si rivela un'abile truffatrice e, presto aiutata da
Armand, organizza una serie di finte sedute spiritiche. A poco a
poco, Antoine ritrova l'ispirazione, ma la situazione si
complica per Suzanne, che si ritrova ad innamorarsi dell'uomo
che sta manipolando.
"Cannes celebra tutto ciò che amo del
cinema - commenta Salvadori - la regia, l'audacia, la libertà e
i cineasti. Cannes li scopre, li sostiene e li celebra. A suo
modo, il mio film incarna tutta la fiducia e l'amore che nutro
per la mia arte. Sono così orgoglioso e felice che sia il film
d'apertura del Festival!".
Il cineasta qui al suo 11/o film, in La Venus Électrique
"riunisce le stelle del cinema francese contemporaneo e ambienta
la sua favola d'epoca, una novità assoluta nella sua
filmografia, sullo sfondo della vivace Parigi di inizio
Novecento - si sottolinea -. I suoi temi ricorrenti, tuttavia,
rimangono sempre presenti: bugie, ambiguità e finzione.
L'immaginario dei ruggenti anni '20, caratterizzato da
effervescenza artistica, intrattenimento popolare e
spiritualismo, permea questo film, che resta fedele al cinema
poetico di Pierre Salvadori, il quale fonde libertà narrativa,
malinconia e umorismo come nessun altro". Traendo ispirazione
dalla sofisticata commedia hollywoodiana, "con il suo ritmo
incalzante, la confusione tra menzogna e verità e la precisione
nella scrittura e nella regia, questo fervente ammiratore di
Ernst Lubitsch, Billy Wilder e Blake Edwards crea mondi unici,
quasi romanzeschi - si aggiunge - radicati in una realtà sociale
che esplora le relazioni umane e le vulnerabilità di personaggi
tormentati nella loro difficile ricerca della felicità". (ANSA).
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