RESIDENTI ESASPERATI
Ladri all’ora del tè con nonna e nipotini in casa
Bobbiate è ancora nel mirino dei malviventi. Il gruppo di Controllo del Vicinato: «Basta, serve l’Esercito»
Non si ferma l’ondata di furti messi a segno dai cosiddetti “ladri dell’ora del tè”. I malviventi colpiscono solitamente all’imbrunire, dalle 17 all’ora di cena, approfittando dell’assenza dei residenti, nella maggior parte dei casi ancora al lavoro. Venerdì 16 gennaio, però, l’audacia dei criminali si è spinta oltre: un colpo a Bobbiate è stato messo a segno nonostante la presenza degli abitanti in casa.
EPISODIO INQUIETANTE
L’episodio è avvenuto in via Zonda, dove sono stati presi di mira due appartamenti ai civici 71 e 75. Identica la tecnica utilizzata: i ladri hanno forzato le tapparelle e infranto i vetri delle finestre per penetrare nelle abitazioni (una al primo e l’altra al secondo piano). Una volta all’interno, hanno messo a soqquadro armadi e cassetti alla ricerca di contanti e preziosi. In entrambi i casi, fortunatamente, il bottino è stato quasi nullo. Tanto però lo spavento e ingenti i danni. In uno dei due appartamenti, il furto è avvenuto mentre in soggiorno si trovavano una nonna e i nipotini. Il vociare dei bambini ha probabilmente coperto i rumori dell’effrazione, permettendo ai ladri di frugare indisturbati nella zona notte. Solo più tardi l’anziana ha scoperto il caos lasciato dai malviventi.
ZONA BERSAGLIATA
Nelle stesse ore è stato avvistato un giovane alto nei pressi della zona del “Deserto”, al confine con i boschi, che si ipotizza fungesse da palo perché è stato per parecchio tempo fermo in strada, con il cellulare in mano. Una residente ha tentato di interloquire con lui chiedendogli se cercasse qualcuno, senza però ottenere risposta. La polizia è stata allertata. Il sospetto è che il giovane fosse parte della banda dei ladri. La sua presenza nelle strade del Deserto potrebbe indicare un cambio di rotta: i ladri non utilizzerebbero più i boschi della Madonnina per fuggire, ma quelli della Valle Luna. È stata segnalata anche un’auto sospetta nella zona dietro alla Coop, ferma, ma con il motore caldo, e tutta rovinata. Che si trattasse dell’auto dei malviventi?
IPOTESI APERTE
«Arrivano dai boschi sotto il Deserto, non scappano più per la Madonnina, hanno cambiato vie di fuga», spiega Laura Ponzin, referente del gruppo di Controllo di Vicinato di Bobbiate. «Ci stiamo attrezzando con antifurto, ma le case prive di sistemi d’allarme perimetrali vengono visitate anche con i proprietari presenti. Siamo esasperati, ma di sicuro abbiamo imparato anche a essere furbi, tanto è vero che nessuno a Bobbiate tiene più in casa oggetti di valore. A furia di non trovare nulla da rubare, i ladri smetteranno». Secondo Ponzin serve un cambio di passo: «Le forze dell’ordine intervengono sempre, ma le volanti arrivano quando il furto è già avvenuto. Gli abitanti dei condomini chiedono deroghe per installare telecamere nelle aree comuni e luci con sensori di movimento. Il Controllo del Vicinato serve per tenere sotto osservazione la castellanza e far girare le informazioni, ma senza un intervento autorevole sul territorio il problema dei furti non si risolverà mai. Siamo di fronte a persone disperate che vivono di espedienti e atti fraudolenti. Serve l’Esercito».
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