NON SOLO TURISMO
Lago di Varese o di Gavirate? Questo è il dilemma
L'analisi del direttore Silvestro Pascarella
Una delle regole non scritte del giornalismo è quella che prevede di non fare uscire mai fuori dalla redazione il direttore perché altrimenti vede la realtà secondo i suoi occhiali e gli altri si devono adeguare. Inoltre c’è un problema lavorativo. Se lui va fuori, anche gli altri devono farlo, non hanno più scuse. Al suo rientro non possono usare la solita risposta: «Sì, ma l’abbiamo già scritto». Se l’ha visto con i suoi occhi, non si può più scappare.
La premessa serve per capire come funzionano le redazioni e per mettere in luce qualcosa che è accaduto nell’ultimo weekend. Campo dei Fiori Trail: avete visto quello che è successo a Gavirate? Atleti da tutto il mondo per una grande gara, ma soprattutto tanta, tantissima gente comune sul lungolago. Alcuni non sapevano nemmeno della manifestazione ed anzi si sono lamentati perché non trovavano posto per l’auto ma hanno scelto quella meta per le più disparate ragioni, tutte con un fondo comune: «Veniamo qui perché si sta bene». È piacevole passeggiare. C’è un clima accogliente a Gavirate.
Basta spostarsi pochi chilometri da Varese e si respira un’aria nuova. Provare per credere.
Un po’ diversa l’atmosfera del capoluogo. Ed è sempre il Campo dei Fiori Trail a renderne testimonianza (tenetelo in redazione questo direttore). Fate la salita del Sacro Monte: suggestiva, bella, ma non invitante. Le cappelle, inutile girarci intorno, mostrano in modo evidente i segni del tempo. Tutto intorno il quadro non è di degrado, sarebbe ingiusto utilizzare questo termine, ma di sciatteria, quasi di noncuranza. Come quando vedete una bellissima ragazza vestita o truccata male. Possibile che questo straordinario bene varesino, patrimonio dell’Unesco, non possa diventare la calamita numero uno per Varese?
Non siamo qui a puntare l’indice accusatore contro nessuno. Lungi da noi l’idea di sputare sentenze. Quel che scriviamo è semplice constatazione di ciò che vediamo. Ci diranno che siamo ingiusti, parziali e, forse, anche scorretti. Ma fatelo un giro nel weekend sul lungolago di Gavirate, sembra di stare in una località turistica. Spostatevi a Varese e troverete un’aria più cupa, meno bella, meno attrattiva. Questa è l’impressione di un giorno come un altro in avvicinamento alla primavera quando le città, come la natura, dovrebbero provare a sbocciare. Gavirate lo fa, Varese un po’ meno.
Si discuteva qualche giorno fa in un incontro pubblico serale - a mo’ di provocazione - se il lago debba prendere il nome di Varese o di Gavirate. Non vi stupirete se vi dico che la maggioranza delle mani alzate sceglievano la seconda ipotesi. È vero, si giocava in casa e forse sta proprio lì la ragione del successo. Ma, indipendentemente da quello che può essere il giudizio dei partecipanti a quella serata o dall’opinione del direttore diteci voi se è meglio il nome Lago di Varese o Lago di Gavirate. Scriveteci pure (lettere@prealpina.it) o comunicatelo sui nostri profili social. Noi saremo ben lieti di alimentare il dibattito perché le città sono nostre ed è grazie a quello che pensiamo, vogliamo e desideriamo che possono trasformarsi. Si spera sempre in meglio. Naturalmente.
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