LE OPINIONI
L’entusiasmo ritrovato vicino alla fiaccola
Anche a Varese tanti sulle strade per l’evento olimpico che anticipa l’apertura dei Giochi di Milano-Cortina
La premessa è d’obbligo: le ombre non mancano. E sono fondamentalmente due. Da un lato, alle latitudini varesine, lo sport non è tenuto nella considerazione che merita e che ha invece altrove, perfino in lande dal passato molto meno blasonato di quello biancorosso. Dall’altro, su scala nazionale non sono mancate polemiche per la scelta di personaggi noti non certo per le loro imprese a cinque cerchi: il “povero” Uomo Gatto ne è diventato il simbolo, ma scorrendo la lunghissima lista dei nomi se ne possono trovare anche altri analoghi, scampati all’unanime gogna mediatica solo perché rimasti un po’ defilati. Tant’è. Al netto di tutto questo, il passaggio della Fiamma olimpica da Varese è stato un momento di aggregazione, che ha suscitato emozione in moltissime persone. È bastato fare due chiacchiere al bar o un giro dal panettiere per percepire l’entusiasmo della vigilia e la soddisfazione del “day after”, come se quella fiaccola avesse riacceso curiosità e senso di appartenenza in una città sonnecchiosa e tendenzialmente poco incline a farsi trascinare nella baldoria.
In tanti hanno voluto essere presenti lungo il percorso dall’Acinque Ice Arena fino ai Giardini Estensi, dove la presidente di Polha Varese Daniela Colonna Preti – scelta azzeccatissima – è stata protagonista dell’ultima staffetta, fino ad accendere il braciere. “Orfana” di mister Allegri, annunciato nei giorni precedenti manco dovesse essere l’unico tedoforo presente ma poi comparso in tuta bianca sull’altra sponda del lago Maggiore, la tappa varesina ha riportato tutto a una dimensione più autentica. Ecco quindi che qui a portare la fiaccola delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono stati volti dello sport come Andrea Meneghin, Toto Bulgheroni, Jim Corsi, Aldo Ossola e Alessandro Andreoni, ma anche personaggi di primo piano dell’economia come Valerio De Molli. Qualcuno ha storto un po’ il naso per qualche altro nome giudicato poco azzeccato? Le critiche non mancano mai, ma quel che conta è stato l’abbraccio della folla al passaggio della torcia che ha saputo accendere e illuminare anche il cuore dei varesini, bollati sempre come un po’ chiusi ma pronti a sciogliersi in occasione di eventi emozionanti come questo. E allora, almeno per qualche istante, si può provare a guardare gli aspetti positivi e le tante “luci” di un momento come questo.
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