MONTAGNA DI SPAZZATURA
Macinavano i rifiuti e li ammassavano: scoperta discarica abusiva
Una ditta in Ossola stoccava rifiuti non trattati in un’area adiacente allo stabilimento. Scattati il sequestro della zona e la denuncia per i titolari
Scoperta in Ossola una maxi discarica abusiva. Ieri mattina, martedì 20 gennaio, la Polizia di Stato e l’Arpa Piemonte, su disposizione della Procura di Verbania, hanno eseguito il sequestro preventivo di una discarica abusiva in val d’Ossola. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Verbania, insieme al personale dell’Arpa Piemonte (con sede a Omegna), da tempo monitoravano il sito sequestrato avendo notato una “strana” collina, formatasi progressivamente nel tempo, fatta di miscele bituminose e rifiuti da demolizione di materiale inerte di vario genere (cemento, mattoni, legno, ceramiche, cartongesso, rifiuti misti da costruzione, terre e rocce da scavo).
I SOPRALLUOGHI
Effettuato un primo sopralluogo già nel maggio del 2024 presso la ditta adiacente all’area ora sequestrata la Polizia di Stato e l’Arpa Piemonte hanno accertato, da parte della ditta, diverse procedure di trattazione dei rifiuti ritenuti dagli investigatori non regolari, in quanto non conformi con l’attuale normativa in tema di rifiuti e così gli agenti della Squadra Mobile di Verbania e i tecnici dell’Arpa di Omegna hanno deciso di seguire le attività di smaltimento e di movimentazione dei rifiuti inerti da parte della ditta attenzionata e monitorare a distanza l’attività della stessa deputata al recupero dai vari cantieri in provincia dei rifiuti non pericolosi per la successiva produzione di materia prima.
DISCARICA ABUSIVA
Si è scoperto nel corso delle indagini che la ditta non trattava affatto i rifiuti raccolti, seguendo le normative di materia, ovvero distinguendo, per la loro successiva trattazione, i diversi rifiuti di risulta raccolti allocandoli nei vari contenitori, ma assemblava e immagazzinava gli stessi senza alcuna distinzione rendendone quindi poi impossibile lo stoccaggio in maniera indistinta e separata. Contestualmente si vedeva crescere progressivamente una “strana” montagnola di rifiuti nell’area di proprietà della ditta e adiacente allo stabilimento per il trattamento dei materiali raccolti. E infatti la Polizia di Stato e l’Arpa Piemonte hanno scoperto che la ditta aveva escogitato un diverso piano di smaltimento molto più semplice ma illegale per contenere i costi e soddisfare la richiesta. Il materiale, infatti, non veniva trattato affatto e gli inerti, confusi tra loro, venivano sistematicamente trasferiti dall’impianto principale a un’area a esso adiacente, dopo la loro macinatura tramite il frantoio, creando di fatto una discarica abusiva, una vera e propria montagnola, di 73.000 metri cubi, con un aumento esponenziale, in un solo anno, di 33.000 metri cubi.
I PROVVEDIMENTI
Della discarica abusiva e dei mezzi utilizzati per la sua formazione è stato disposto il sequestro preventivo. La vigilanza dell’area sequestrata è stata affidata al Comune. I titolari della ditta sono stati invece denunciati per violazione delle norme in materia di gestione dei rifiuti, trattamento non autorizzato di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva.
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