FUTURO INCERTO
«Lo stop agli impianti di Macugnaga è come il Covid»
Dopo il blocco forzato della seggiovia e l’incidente alla funivia del monte Moro 15 dipendenti sono in cassa integrazione
Quindici dipendenti in cassa integrazione e tutti gli stagionali licenziati. È la situazione della Macugnaga Trasporti e Servizi, la cooperativa che gestisce gli impianti di risalita, fermi da settimane, nel paese piemontese ai piedi del monte Rosa. La seggiovia, negli scorsi mesi oggetto di revisione, è bloccata per la mancanza del piano valanghe, mentre la funivia del monte Moro è a mezzo servizio dopo l’incidente del 30 dicembre scorso quando una cabina non ha frenato entrando in stazione e ha urtato le paratie con una quindicina di passeggeri a bordo: nelle scorse ore è stato dissequestrato il primo tronco, ma non quello che raggiunge le piste da sci.
«COME IL COVID, MA COLPISCE SOLO NOI»
«L’aria che si respira in paese è di forte preoccupazione. Mi sembra di rivedere il Covid ma con la grossa differenza che colpisce soltanto Macugnaga», ha detto all’Ansa Filippo Besozzi, responsabile della Macugnaga Trasporti e Servizi. «Oggi pomeriggio incontro i dipendenti: è la situazione che ci preoccupa di più, anche perché per essere poi in grado di ripartire bisognerà avere le maestranze specializzate. Abbiamo attivato la cassa integrazione per quindici tra macchinisti, capiservizio, operatori dei mezzi battipista e soccorritori, ma non avrebbero difficoltà a trovare lavoro altrove, quindi dobbiamo fare di tutto per garantire il loro posto. Fare previsioni è difficilissimo, i tempi sono legati all’indagine della magistratura».
CIRIO: «LAVORIAMO PER SALVARE LA STAGIONE»
«Macugnaga è una perla del sistema sciistico piemontese, abbiamo sempre garantito le risorse necessarie e continuiamo a farlo. C’è ancora un pezzo di stagione invernale da salvare, che può essere salvato, e noi faremo tutto ciò che è necessario. Continueremo a investire economicamente su questo territorio». Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a margine dell’incontro organizzato nella sede della provincia del Verbano-Cusio-Ossola per fare il punto sui progetti legati alla viabilità stradale. Nelle scorse ore da Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, era arrivato il no alla ripartenza della seggiovia Pecetto-Burki-Belvedere, oggetto nei mesi scorsi di revisione. Tutto a posto sotto il profilo tecnico ma il problema, spiega Filippo Besozzi, che oggi ha incontrato Cirio, riguarda l’immunità a frane e valanghe. «L’impegno della Regione – riferisce Besozzi – è riaprire il prima possibile il tavolo tecnico, immagino che già la prossima settimana si lavori coi tecnici per valutare le situazioni. Speriamo di portare a casa una parte della stagione invernale e di avere delle garanzie per la stagione estiva. Poi la richiesta al presidente è stata di accelerare sul progetto dell’impianto nuovo», quello che sostituirà la seggiovia che è arrivata alla fine della vita tecnica e che era stata prorogata fino al febbraio 2019.
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