LA VOTAZIONE
Frenata Mercosur: passaggio alla Corte di Giustizia
Bloccato l’accordo commerciale. Tovaglieri con gli agricoltori: «Ne sarebbero danneggiati». Galdabini e Perusin erano invece favorevoli
Il Mercato Comune del Sud (America) comunemente detto Mercosur è stato bloccato. Il parlamento europeo si è espresso per il “no”. A Strasburgo si sono registrati 324 voti a favore e 334 voti contrari, 11 gli astenuti. Uno scarto di sole 10 preferenze. L’accordo che vorrebbe dare il via alla costruzione di una collaborazione tra l’Unione europea e un’economia unica per Paesi come Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay - questi i membri, a cui si aggiungono altri Stati associati, sospesi e osservatori – non ha superato lo scoglio del voto europeo di ieri. Il testo dell’accordo commerciale verrà inviato alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale. L’esame della Corte potrebbe richiedere alcuni mesi e solo dopo si potrà tentare una nuova ratifica dell’Eurocamera.
LA PROVINCIA DI VARESE
A livello locale, il presidente di Confindustria Varese Luigi Galdabini ha sostenuto che “la provincia di Varese è la sesta provincia in Italia per export nei Paesi del Mercosur”. Nel 2024 l’export varesino verso il Sudamerica è cresciuto di oltre il 23%, per un’economia di più di 118 milioni di euro. Sulla stessa scia il commento affidato a un comunicato della vicesindaca di Varese, Ivana Perusin. «Per molte imprese varesine - dichiara Perusin - il commercio internazionale non è una scelta ideologica, ma una condizione concreta di competitività. Oltre il 40% della produzione manifatturiera locale è legata direttamente o indirettamente ai mercati esteri e l’America Latina rappresenta un’area in crescita per diverse filiere; secondo le stime, l’accordo potrebbe portare a un incremento dell’export fino al 40». Come a livello nazionale, però, anche gli esponenti politici della provincia di Varese sono divisi. La bustocca Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, ha presenziato accanto agli agricoltori e ai loro trattori a Bruxelles e, in seguito al voto, ha esternato il suo pensiero: «L’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur - la sintesi - avrebbe fortemente danneggiato il comparto agricolo europeo, che avrebbe subito l’importazione di prodotti provenienti dal Sud America senza sufficienti meccanismi di tutela».
I PARERI EUROPEI
Prima del voto che ha segnato uno stop, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa aveva affermato che “gli accordi commerciali sono regolamenti globali; i dazi sono tasse sui cittadini e le imprese». Costa aveva aggiunto: «Lo scorso fine settimana abbiamo firmato lo storico trattato Mercosur, che creerà la più grande zona di libero scambio al mondo». Secondo il portoghese, il Mercosur è «un mercato di oltre 700 milioni di consumatori in 31 Paesi. La sua importanza politica ed economica non può essere sottovalutata, soprattutto nel contesto attuale. Invece dei dazi, l’Unione europea offre partnership.” Nelle sue parole, un parare più che favorevole e una stoccata alla politica intrapresa da Donald Trump condiviso anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Prima della votazione, l’ex ministra tedesca aveva affermato: “L’accordo con il Mercosur è un accordo che porterà benefici a tutta la nostra economia, a tutti gli Stati membri. E che possa proteggere l’Europa dai rischi che corre, garantendo al contempo la nostra prosperità e la nostra sicurezza».
Di opinione contraria il presidente francese Emanuel Macron, che si era dichiarato apertamente contrario. Macron ha detto che l’accordo appartiene a un’«altra èra» e che, nonostante le concessioni della Commissione Europea, in Francia non c’è sufficiente volontà politica. Nel Paese d’oltralpe si sono svolte importanti proteste degli agricoltori.
L’ITALIA DIVISA
Inizialmente vicina a Macron, Giorgia Meloni ha poi cambiato idea dopo le rassicurazioni di maggiori tutele per le economie locali concesse da parte dell’Ue. Una linea, però, non condivisa interamente all’interno della maggioranza. Strenui oppositori, insieme ai pentastellati, sono stati gli europarlamentari della Lega, tra dichiarazioni ostili e presenze strategiche alle proteste organizzate dagli agricoltori, giunti con i trattori sull’uscio del Parlamento europeo. Secondo gli ex amici giallo-verdi ritrovatisi per l’occasione, il Mercosur è una coltellata all’economia italiana e le vittime sono gli agricoltori, che ne pagheranno le conseguenze quando sul mercato nostrano arriveranno prodotti sudamericani frutto di politiche regolatorie più lasche di quelle europee. Il timore è quello di una concorrenza sleale. Dall’altra parte, invece, c’è chi sostiene che il Mercosur porterà una crescita per l’economia in generale e per gli imprenditori italiani nello specifico. Il Partito Democratico (PD): Vede l’accordo come un’opportunità strategica per l’export italiano e per rispondere ai dazi USA, ma ha insistito su risorse e standard per agricoltura e ambiente, ammettendo criticità. Forza Italia (FI), pur chiedendo correzioni, vede opportunità di sviluppo, ma è divisa internamente, con istanze centriste che guardano al centro.
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