L’INTERVENTO
Mercosur, il disappunto di Galdabini: «Preoccupati per l’export»
Il presidente di Confindustria Varese: «Spero che il reale obiettivo del voto non sia l’affondamento totale dell’accordo»
Reazione negativa. Luigi Galdabini, presidente di Confindustria Varese, auspicava che l’entrata in vigore dell’accordo commerciale UE-Mercosur non subisse rallentamenti, convinto dei vantaggi dell’intesa per l’export italiano e della provincia di Varese. Ovvio, allora, che accolga con amarezza e preoccupazione il rinvio al giudizio della Corte di Giustizia UE deciso dall’Europarlamento. «Con disappunto e sempre più preoccupati per il nostro export - le sue parole - prendiamo atto che il Parlamento Europeo, con il voto fondamentale anche di chi si definisce sovranista e, dunque, dovrebbe avere a cuore l’interesse generale nazionale, ha deciso a maggioranza di tutelare gli interessi di un singolo settore (che già tanto aveva ottenuto su questo, così come su altri tavoli) contro quelli, non solo dell’industria, ma dell’intera economia continentale, del resto delle imprese (anche quelle di servizi) e dei consumatori. Con la firma degli accordi per il libero scambio con il Mercosur, l’Unione Europea era stata protagonista, per una volta, di un’azione di riposizionamento geopolitico del continente, sapendo dettare un’agenda e non dovendo inseguire e rispondere a logiche di guerra commerciale imposte da altri. L’illusione è durata lo spazio solo di qualche giorno».
Responsabilità e speranze
Poi aggiunge: «Ora e nei prossimi mesi, quando e se continueremo a commentare crescite del Pil dello zero virgola o un’ulteriore stagnazione della produzione industriale che dura ormai da troppo tempo e da cui dipendono migliaia di posti di lavoro, anche qui in provincia di Varese, dovremo anche avere il coraggio di guardarci indietro e individuare le giuste responsabilità. Da parte nostra continuiamo a sperare che nei prossimi mesi si arrivi comunque ad una ratifica dei trattati e all’entrata in vigore di una zona di libero scambio con i Paesi dell’America Latina. Augurandoci che il reale obiettivo finale del voto di quest’oggi non sia l’affondamento totale dell’accordo».
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