ULTIMO SALUTO
Mille sinti ai funerali del rapinatore ucciso a Lonate Pozzolo
Esequie in forma privata come stabilito dal questore di Torino. L’associazione italiana Rom e Sinti amareggiata per la limitazione
Si sono svolti questa mattina, sabato 24 gennaio, a Nichelino, nel Torinese, in forma privata e con la partecipazione di circa un migliaio di persone, i funerali di Adamo Massa, il 37enne di origine sinti ucciso l’11 gennaio scorso durante la rapina in una villetta a Lonate Pozzolo.
Le esequie si sono tenute in forma non pubblica - come disposto dal questore di Torino, Massimo Gambino - per ragioni di ordine e sicurezza. Erano previsti arrivi di sinti da tutta Italia.
La decisione ha sollevato polemiche anche da parte dell’Aizo, l’associazione italiana Rom e Sinti. «La comunità non è solo addolorata ma si sta chiedendo il perché di questa comunicazione. Per tradizione la comunità si riunisce in occasione della perdita di uno o una di loro e la vicinanza è sacra in queste occasioni. La numerosità non determina pericolosità, ma segno di rispetto» ha scritto l’associazione in una nota.
Secondo quanto stabilito, la messa funebre si tiene nella cappella del cimitero con la sola presenza dei familiari più stretti, seguita dalla sepoltura, e si svolge in mattinata e non nel pomeriggio, come invece era stato chiesto.
In origine era previsto un funerale secondo le tradizioni della comunità, con un corteo da Collegno a Nichelino e la messa nella parrocchia di San Vincenzo dè Paoli.
Adamo Massa viveva nel campo nomadi di corso Unione Sovietica, a Torino. Aveva una moglie e tre figli. Era noto alle forze dell’ordine per precedenti arresti e una condanna definitiva nel 2021 per rapina e furti.
Il 37enne è stato ucciso dopo essere entrato con un complice in una villetta a due piani di Lonate Pozzolo con l’intento di svaligiarla. All’interno dell’abitazione si trovava Jonathan Rivolta, 33 anni, ricercatore universitario, che ha reagito all’intrusione e all’aggressione armato di coltello. Massa, colpito da un fendente, era poi morto all’ospedale di Magenta dove i complici lo avevano abbandonato durante la fuga.
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