LE OPINIONI
Online il nuovo Risiko: chi si tiene la Groenlandia?
Il celebre wargame va alla conquista delle nuove generazioni. Tra le aree chiave anche Ucraina, Venezuela e Medio Oriente
È il 1957: dodici anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale un regista francese, Albert Lamorisse, inventa un gioco da tavolo in cui i partecipanti possono sfogare tutta la loro voglia di combattere: lo chiama “La conquête du monde”, la conquista del mondo. Il gioco piace e qualche anno dopo sbarca in America, dove chi ne ha comprati i diritti lo ribattezza “Risk”. Ancora qualche anno, è il 1968, ed ecco anche la versione italiana: è nato il Risiko.
Varie generazioni – e non solo di giovanissimi – si incontrano la sera per le partite, spesso fiume, con tanto di disperazione delle rispettive fidanzate, che nel cuore della notte esauriscono persino i loro bla bla mentre le armate blu tentano ancora di spazzare via le armate viola, ma i tre dadi rossi dell’attacco fanno tutti 1. Per chi non lo sapesse, nel Risiko originale – ne sono state fatte altre 22 versioni, tra cui “Risiko Sturmtruppen”, “SPQRisiko” e “Risiko Napoli” – da tre a sei contendenti devono perseguire un obiettivo conquistando sul planisfero varie combinazioni di continenti o distruggendo l’armata di un avversario preciso. Strategia voleva che i primi continenti da conquistare fossero l’Oceania e il Sudamerica, composti da pochi stati/territori e il cui possesso a inizio turno valeva comunque un bonus. Stati chiave da occupare erano invece quelli che consentivano di proteggere un continente conquistato e di tentare di invaderne un altro: tra di loro c’erano il Venezuela e la Groenlandia e non è da escludere che proprio giocando a Risiko Trump abbia messo le basi alle strategie per la sua futura politica estera. Anche perché in Risiko, triste indicazione al presidente Usa, la Groenlandia fa parte del continente “America settentrionale”, con buona pace della Danimarca che neppure le confina: dall’Europa si può attaccarla solo dall’Islanda.
Ma che fine ha fatto il Risiko? I nostri figli hanno preso le scatole dei papà e le hanno messe in cantina, impegnati come sono con i telefonini. Ma “Risiko” non si arrende, ed ecco che da un paio di mesi è stata rilasciata la seconda versione online, che si chiama proprio “Risiko!Online”. La differenza è che la partita non finisce al raggiungimento di un obiettivo, ma è a tempo: vince chi è messo meglio dopo mezz’ora. Che bello sarebbe se i potenti del mondo installassero l’App sui loro telefonini o riesumassero quella da tavolo: potrebbero conquistare a piacere Ucraina, Venezuela, Groenlandia, Medio Oriente (di cui fa parte la Striscia di Gaza) e perché no anche la Kamchatka senza fare soffrire nessuno.
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