IN OSPEDALE
Pellicini: «Arruolare i medici in pensione»
L’emendamento presentato dal deputato varesino propone di reintegrare i professionisti per evitare sovraccarico e insostenibilità dei turni nelle strutture ospedaliere, anche nel Varesotto
Continuare a impiegare i medici in pensione come liberi professionisti negli ospedali: è la richiesta dell’emendamento presentato dal deputato varesino Andrea Pellicini, insieme all’onorevole Luciano Ciocchetti di Fratelli d’Italia. L’aggiunta si inserisce nel procedimento di conversione in legge del decreto Milleproroghe e ha l’obiettivo di diminuire il sovraccarico dei Pronto Soccorso, che dal 31 dicembre scorso non possono più impiegare i professionisti. Come ha spiegato Pellicini: «I contratti di questi professionisti sono infatti scaduti e la loro assenza, a partire dal primo gennaio, si sta già facendo sentire con effetti concreti sull’organizzazione dei reparti e sulla sostenibilità dei turni. La conseguenza è un sovraccarico di lavoro per i medici chiamati a sostituirli, con turnazioni ravvicinate e, in alcuni casi, difficilmente proponibili - ha aggiunto il deputato -. Una condizione che, oltre a mettere sotto pressione il personale, rischia di ridurre la necessaria “freschezza” e attenzione clinica richiesta dal lavoro quotidiano, specialmente nelle attività più esposte come l’emergenza-urgenza».
LA SITUAZIONE NEL VARESOTTO
Andrea Pellicini ha sottolineato che l’emendamento avrebbe ricadute anche sulle strutture ospedaliere del varesotto: «Come già evidenziato dal dottor Franco Compagnoni, Consigliere Provinciale e storico medico dell’ospedale di Luino, l’esigenza è impellente per gli ospedali di Asst Sette Laghi, che stanno vivendo una criticità che merita un intervento immediato e risolutivo - ha affermato -. Il contributo di questi medici in quiescenza è stato particolarmente determinante per i piccoli presidi dove hanno garantito un apporto al Pronto Soccorso, e al contempo hanno sostenuto la piena operatività di reparti fondamentali come l’Ortopedia, per i quali la disponibilità di tali figure incide direttamente sulla piena funzionalità della sala operatoria».
LA NECESSITÀ DI SOLUZIONI LOCALI
In attesa che il percorso parlamentare sia ultimato, il deputato auspica «che vengano comunque adottate a livello locale soluzioni organizzative e amministrative d’urgenza che consentano di evitare qualsiasi interruzione del pubblico servizio, soprattutto nei presidi periferici, dove gli equilibri sono già più fragili e ogni assenza pesa in modo amplificato».
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