DA FARE
Portofino, la magia segreta del mare d’inverno
Cinquantacinque chilometri in tre giorni, con al massimo 800 metri di dislivello. Tre itinerari consigliati per camminare nel parco ligure
Chi ha detto che il mare d’inverno è triste, forse, non c’è mai stato. Soprattutto per chi ama camminare, l’inverno è infatti una buona stagione: al mare la temperatura è spesso perfetta per l’escursionismo e, rispetto al pienone dell’estate o delle festività di mezza stagione, si possono vivere i luoghi marini in tranquillità e senza ressa. Inoltre, dal Varesotto, un luogo strepitoso per una serie di trekking si trova a poco più di due ore di viaggio. Di più: un viaggio nel Parco di Portofino permette di conoscere uno degli scenari più celebri al mondo ed è anche l’occasione per celebrare la “promozione” dell’area protetta come 27esimo Parco nazionale in Italia. Tra Camogli, Santa Margherita Ligure e, appunto Portofino, in pochi passi si va dai freschi boschi appenninici del versante settentrionale all’assolato mondo mediterraneo sovrastante le falesie, dalla civiltà del castagno a quella dell’ulivo, dalle tradizioni contadine alle attività legate al mare e alla pesca tradizionale. Protetto dal 1935, il Parco ospita una delle maggiori concentrazioni floristiche del Mediterraneo, una notevole varietà di uccelli e invertebrati oltre a importanti testimonianze storico-architettoniche. Il tutto (info ParcoPortofino.it) si trova all’interno di una rete di oltre 80 chilometri di sentieri, che permette passeggiate ed escursioni di diversa lunghezza e difficoltà, con la possibilità di apprezzare in modo ottimale le peculiarità della zona. Noi abbiamo percorso circa 55 chilometri in tre giorni, con al massimo 800 metri di dislivello, trovando sentieri segnalati benissimo e ben tenuti, tutti di livello “Escursionistico”. Ecco i tre itinerari percorsi.
PORTOFINO
Si parte da Nozarego, piccola frazione sopra Santa Margherita Ligure, per poi incamminarsi dentro al parco, toccando la località Gave e poi andando al Mulino della Gassetta, oggi punto di ristoro. Proseguendo fino a Base Zero, si alternano boschi e coltivazioni di ulivo che, via via, lasciano il posto alla macchia mediterranea. Finalmente, poi, quasi improvvisamente, compare il mare, le cui onde terranno compagnia nella traversata che porterà a Portofino, transitando per la cappella di San Sebastiano. L’arrivo a Portofino è come una carezza: il piccolo golfo, le case ben tenute, tutto è poesia. Se si ha “gamba” si può raggiungere anche il faro e il castello Brown, per poi tornare a Nozarego camminando sulla Passeggiata dei Baci, che passa da Paraggi.
SAN FRUTTUOSO
Per questo itinerario si consiglia di prendere i mezzi pubblici fino a Ruta e, da lì, addentrarsi nel parco puntando alla cima del monte Portofino (610 m). La vetta in sé non è particolarmente panoramica ma, spostandosi di 50 metri verso nord, si raggiunge uno splendido balcone dove si vedono sia Santa Margherita Ligure che Camogli. Dal punto più alto del parco, compiendo il periplo della cima, si torna a Pietre Strette, per poi iniziare la discesa verso il mare e arrivare a San Fruttuoso. L’abbazia è incastonata in una piccola insenatura protetta da una torre cinquecentesca, disegnando un’architettura felicemente integrata con il contesto naturale, oggi di proprietà del Fai (Fondo ambiente italiano), che l’ha restaurata. Con commozione si saluta questo luogo mistico e si rientra a Santa Margherita Ligure, passando da Base Zero e Bocche.
PUNTA CHIAPPA
Sempre raggiungendo Ruta coi mezzi pubblici, stavolta, presso Pietre Strette, l’itinerario devia a destra, dirigendosi verso Semaforo Nuovo e Batterie. Al terzo giorno di cammino, se si è stanchi, ci si può ricaricare annusando le piante di mirto che costellano il sentiero, con il loro profumo balsamico. Batterie è la zona militare del promontorio, con molti resti di avamposti bellici di osservazione e di difesa. Da qui si scende al mare, raggiungendo Punta Chiappa, una lingua di terra sferzata spesso dalle onde e dove i fichi d’India crescono sulla spiaggia. Da qui si rientra a Camogli, toccando la chiesa di San Nicolò di Capodimonte e il borgo di San Rocco, cullati dalle onde del mare, da panorami idilliaci e dai lieti ricordi di questi luoghi che, di certo, si porteranno sempre nel cuore.
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