VIOLENZA
Rapito e rapinato: tre giovani arrestati
La vittima, un minorenne, trovava in strada a Ferno. Catturato e caricato in auto. Coltello puntato alla gola
Sono tre (un varesino e un brasiliano entrambi di 24 anni e un equadoregno di 25 anni) e devono rispondere di sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni personali e ricettazione. Da lunedì 3 marzo si trovano in carcere su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Busto Arsizio. La notizia, resa nota oggi, sabato 7 marzo, era stata anticipata il 3 marzo dalla Prealpina.
LE INDAGINI
La vicenda risale alla fine dell’anno scorso, i carabinieri di Busto Arsizio – coordinati dal pubblico ministero Roberto Bonfanti – hanno lavorato mesi per ricostruirla e per acquisire tutti gli elementi a fondamento di un’ordinanza di custodia cautelare.
MINACCIATO, PICCHIATO E DERUBATO
Tutto è partito dalla denuncia di un ragazzo minorenne presentata nell’ottobre del 2025. Secondo quanto ricostruito dai militari, la vittima era stata avvicinata in tarda serata a Ferno da tre persona a bordo di un’utilitaria. Sotto la minaccia di un coltello, il giovane era stato costretto a salire sull’auto e condotto dapprima in una zona isolata nei pressi dell’aeroporto di Malpensa e successivamente a Buscate. Durante il sequestro, durato oltre un’ora, il minore, sempre sotto la minaccia del coltello la cui lama gli veniva anche premuta sulla gola, era stato appunto percosso e rapinato del proprio smartphone, del portafoglio, di alcuni monili e persino delle scarpe che indossava. Il minore era riuscito a scappare a piedi nudi e a chiedere aiuto suonando al citofono di un’abitazione nelle vicinanze.
LE INDAGINI
Le attività investigative hanno permesso di accertare che l’autovettura utilizzata per il sequestro era stata rubata il giorno precedente a Busto Arsizio. Le perquisizioni domiciliari hanno consentito di acquisire ulteriori elementi a carico dei tre, in particolare il vestiario indossato durante la commissione dei reati.
In considerazione della violenza dimostrata, trattandosi di fatti di estremo allarme sociale e del concreto pericolo di reiterazione dei reati — i tre risultano peraltro già noti alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio — l’autorità giudiziaria ha disposto appunto la misura della custodia cautelare in carcere. Due degli indagati sono stati rintracciati presso le proprie abitazioni e condotti alla casa circondariale di Busto Arsizio, mentre il terzo è stato associato al carcere di San Vittore a Milano.
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