IL GESTO
Solidarietà a Jonathan, sui muri e dal ministro
Tragica rapina a Lonate Pozzolo: graffiti in via Antonio Pozzi
«Forza Rivolta!», «Via i Rom!». Sui muri di via Antonio Pozzi, in pieno centro a Busto Arsizio, sono comparse stamattina, venerdì 16 gennaio, due scritte riferite alla tentata rapina di Lonate Pozzolo, terminata in tragedia con la morte del 37enne Adamo Massa, di origini sinti. L’autore delle scritte difende con decisione Jonathan Rivolta, il proprietario di casa che, durante una colluttazione, ha ferito a morte il rapinatore.
Il consigliere comunale Francesco Attolini (Fratelli d’Italia) ha commentato l’episodio attraverso un post sulla propria pagina Facebook: «Mi hanno segnalato queste due scritte apparse in centro a Busto e sono andato a verificare: “FORZA RIVOLTA!!!” “VIA I ROM!!!”. Solidarietà comprensibile a un uomo onesto, vittima di un vile agguato, 3 contro 1, a casa sua. Imbrattare i muri non è un buon esempio civico – aggiunge Attolini - ma capisco l’indignazione di tanti cittadini che stanno riempiendo i social con frasi di ogni tipo».
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha poi citato la frase «Gli onesti sono di più», titolo di una marcia per la legalità svoltasi a Lonate Pozzolo nel 2019, con la partecipazione di tutti gli schieramenti politici.
L’ABBRACCIO DI SALVINI
«Un abbraccio a Jonathan e capisco che possa essere sconvolto, perché una morte è sempre una morte ed è sempre una sconfitta, e non è mai un successo e non c'è niente da celebrare. Ma più legittima difesa di chi viene aggredito in casa in malo modo e si difende non esiste». Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo presso un cantiere a Milano, parlando di Jonathan Rivolta.
«Non riesco a trovare spazi per attaccare un ragazzo che ha difeso se stesso, la sua famiglia, i suoi affetti, la sua vita. Se i rapinatori e i ladri facessero un mestiere onesto - ha aggiunto Salvini - non rischierebbero di morire mentre fanno il loro sporco mestiere».
BARDELLI: «REAZIONE A MINACCIA REALE»
Sulla vicenda è intervenuta anche Stefania Bardelli, a capo del Movimento Angelo Vidoletti di Varese, che ha espresso «piena e totale solidarietà a Jonathan Rivolta». «A Lonate Pozzolo c’è stata una reazione a una minaccia reale dentro casa propria - si legge in una nota -. Quando un ladro entra in casa tua, la situazione è chiara, sei in pericolo. Difendersi é giusto e normale e qualunque persona lo avrebbe fatto. La responsabilità è tutta di chi ha deciso di violare una casa e mettere a rischio la sua vita». «È scandaloso che qualcuno abbia definito il furto un “lavoro” che quest’uomo praticava da anni - sottolinea Bardelli -. Rubare non è un mestiere, è un reato. Questa distorsione del linguaggio è pericolosa perché finisce per giustificare chi delinque e colpevolizzare chi si difende che, invece, non va lasciato solo né messo sotto accusa. La normativa attuale, pur avendo fatto passi avanti, lascia ancora troppo spazio all’interpretazione soggettiva dei giudici. Il principio deve essere chiaro e non è accettabile che la vittima debba dimostrare di aver avuto “proporzionalità” mentre era sotto minaccia. Serve una tutela piena per chi difende la propria incolumità e quella dei familiari e la legge deve mandare un messaggio semplice: lo Stato è dalla parte dei cittadini onesti, non di chi delinque».
«Oggi - conlude - stare dalla parte di Jonathan, significa stare dalla parte delle persone perbene».
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