IN CONCERTO
Simone Cristicchi è Franciscus
La vita del «folle che parlava agli uccelli» tra teatro e musica al Piccolo Teatro di Milano da mercoledì 21 a domenica 25
Da cantautore navigato e attento qual è, Simone Cristicchi avrà di certo visto in San Francisco una figura non solo spirituale e letteraria, ma una sorta di pioniere della canzone. Il poverello di Assisi è così diventato la figura storica attraverso cui esplorare i legami più reconditi tra musica e testualità, convogliando verso un linguaggio che Cristicchi conosce da tempo e ha fatto ormai suo: quello del teatro. Ne è scaturito Franciscus, spettacolo musical-teatrale che approda al Piccolo Teatro di Milano da mercoledì 21 a domenica 25. Concepito insieme a Simona Orlando, co-autrice anche dell’omonimo libro Franciscus: Il folle che parlava con gli uccelli scritto a quattro mani con Cristicchi, lo spettacolo ripercorre la biografia di un santo capace di congiungere prospettive contrastanti, tra misticità antica e temi moderni. Cristicchi lo interpreta trasformandosi di volta in volta sul palco, esattamente come decise di fare quel rampollo benestante dell’Umbria duecentesca. Si cambia d’abito (o meglio, se ne spoglia), ma insieme a esso muta voce, comportamento, personaggio. Non è una lettura agiografica o meramente elogiativa, ma critica e dubitativa. Unico attore in scena, Cristicchi interpreta anche Cencio, stracciaiolo giramondo che osserva con distacco il viaggio spirituale di Francesco e lo giudica tramite una lingua di cui è lui stesso inventore. Chiedendosi se davvero il Poverello fu un rivoluzionario, o semplicemente un folle (ricco depredatosi da solo, asceta convinto di parlare con gli animali) che ha avuto fortuna storiografica. L’intreccio resta però quello caro al cantautore romano, e che per primo Francesco sembrò scoprire in tutta la sua semplicità popolare, eppure trascendente: la parola si integra nel suono, il canto risuona nel discorso, la comunione di linguaggi è messa al servizio di quella, scandalosa e innovatrice, con Dio. Così, Cristicchi non recita semplicemente la parte del religioso che passa dalle vesti raffinate al saio più dimesso, ma, come fece Francesco componendo il Cantico delle Creature, canta egli stesso alcuni brani originali realizzati ad hoc, alla cui scrittura ha partecipato Amara, compagna d’arte e di vita dell’attore-musicista. A questi si aggiungono le musiche e sonorizzazioni di Tony Canto, coinvolto nel progetto accanto allo scenografo Giacomo Andrico, la costumista Rossella Zucchi, l’illuminotecnica di Cesare Agoni e l’aiuto regia di Ariele Vincenti. Se uno dei nodi di significato sta dunque nell’individuare nella via francescana quasi una dimensione cantautorale ante litteram, l’altro risiede nel confronto con la natura, in cui il colloquio tra uomo e creato è tanto un fatto di religione quanto di ecologia. In questo senso, Franciscus si inserisce in un percorso ben delineato, che Cristicchi ha intrapreso fin dal 2019 con la toccante canzone Lo chiederemo agli alberi. Un inno alla tutela dell’ambiente divenuta un libro illustrato e poi persino uno spettacolo musicale, presentato con Amara durante la scorsa edizione del festival Milanesiana.
© Riproduzione Riservata


