CONSIGLIO COMUNALE
Somma Lombardo: tensioni nel centrodestra
Barcaro (Noi per Somma): «Nessun accordo su un candidato sindaco espressione di Fratelli d’Italia». Scidurlo (capogruppo di FdI) torna sulla questione “misoginia”
Il clima nel centrodestra di Somma Lombardo resta teso e il confronto politico, che da settimane anima il dibattito cittadino, arriva direttamente in Consiglio comunale. Durante la seduta di giovedì 5 marzo due interventi hanno acceso la discussione: quello del capogruppo di Noi per Somma Alberto Barcaro e quello, a distanza, della capogruppo di Fratelli d’Italia Manuela Scidurlo. Sullo sfondo resta la partita più ampia per la guida della coalizione e la scelta del candidato sindaco, tema che negli ultimi mesi ha alimentato tensioni, distinguo e prese di posizione sempre più esplicite.
In questo scenario Barcaro definisce «pesanti» le affermazioni relative a comportamenti di misoginia riportati da Scidurlo. Secca la replica di Scidurlo: «Mi è stato detto di pensare a mio figlio e alla mia famiglia. Tollererò certe frasi quando verranno rivolte anche a un uomo».
BARCARO: “NESSUN ACCORDO CON FDI”
Il primo affondo arriva da Alberto Barcaro, che ha voluto chiarire in aula alcune indiscrezioni circolate negli ultimi giorni. «Stanno circolando ricostruzioni fantasiose rispetto a una mia presunta presenza in una lista civica di centro a supporto di un candidato sindaco espressione di Fratelli d’Italia. Nulla di più falso», ha dichiarato con fermezza.
Il capogruppo di Noi per Somma ha sottolineato di non aver mai partecipato ai tavoli del centrodestra e di voler valutare eventuali scelte politiche solo dopo aver conosciuto il candidato e il progetto amministrativo. Una posizione che diventa anche una presa di distanza: «Per coerenza personale e politica, i nomi finora avanzati da Fratelli d’Italia non potranno mai avere il mio supporto».
Barcaro non esclude neppure un passo indietro dalla scena politica locale: «Se il quadro dovesse rimanere questo, non avrei difficoltà a ritirarmi per un periodo di riposo politico». Nel suo intervento ha inoltre criticato il ricorso a temi come la misoginia nel dibattito politico, definendoli «parole pesanti» che rischiano di spostare il confronto dal merito a un piano emotivo e divisivo. Da qui il richiamo a un dibattito più serio e rispettoso.
SCIDURLO: «IL PROBLEMA ERA POLITICO, NON PERSONALE»
Sul fronte opposto interviene la capogruppo di Fratelli d’Italia Manuela Scidurlo, che ha chiarito il senso delle sue precedenti dichiarazioni. «Mi spiace dover intervenire – spiega – perché avrei preferito chiarire personalmente con la Lega prima di parlarne sui giornali». Secondo Scidurlo, la posizione espressa dalla Lega già a gennaio era stata chiara e legata a valutazioni politiche, in particolare alle passate elezioni amministrative. Tuttavia la consigliera ha voluto precisare l’origine del suo riferimento alla misoginia, citando frasi che le sarebbero state rivolte in passato: «Mi è stato detto di pensare a mio figlio e alla mia famiglia. Tollererò certe frasi quando verranno rivolte anche a un uomo». Scidurlo ha inoltre precisato che la consigliera leghista Mariangela Aguzzi Casagrande non era presente quando quelle parole furono pronunciate e ha ribadito l’intenzione iniziale di chiarire direttamente la vicenda.
L’assenza dal Consiglio, ha spiegato, è stata dovuta a motivi di salute. «Se fossi stata presente – conclude – sarei intervenuta in chiusura di seduta parlando del tema delle scuole superiori per i nostri ragazzi. Ognuno ha i propri argomenti».
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