LA CURIOSITA’
Varese, distributore scassinato: fratelli a processo
Problema con le notifiche: udienza rinviata a marzo
Distributore automatico di caffè scassinato e svuotato: due fratelli sotto accusa.
Per l’ennesimo colpo ai danni delle macchinette installate in scuole e uffici, pubblici e privati, questa volta vanno a processo due uomini. Figli della stessa madre, quindi fratelli uterini, nella notte del 4 agosto del 2023 hanno forzato - almeno secondo la ricostruzione dell’accusa - prima la porta antipanico, poi quella di accesso agli uffici e infine la cassa dell’erogatore di bevande calde installato al poliambulatorio Le Terrazze, in via Medaglie d’oro. Il bottino? Tutte le monete contenute nel distributore, per un importo totale che non è però stato possibile quantificare.
Il procedimento penale, ancora nella fase predibattimentale in Tribunale a Varese , è stato rinviato a causa di un problema con le notifiche alle persone offese (il centro medico e la società proprietaria della macchinetta aperta dai ladri). Quindi né il giudice Alessandra Sagone, né gli avvocati difensori (Mara Pieragostini e Marco Bianchi) sono ancora entrati nel merito del capo d’imputazione per valutare se esistano elementi per arrivare a una “ragionevole previsione di condanna”. Se ne riparlerà a metà marzo.
A incastrare i due fratelli - di 40 e 43 anni, entrambi noti alle forze dell’ordine - anche le immagini del sistema di videosorveglianza che riprese l’incursione in orario di chiusura. Peraltro, uno dei due era già finito nel mirino di polizia e carabinieri per altri colpi analoghi messi a segno nello stesso anno a Varese e dintorni. Nel solo 2023 l’azienda che fornisce distributori di snack e bevande a molti uffici e scuole aveva dichiarato di aver subito danni per oltre 150mila euro. Il bottino è spesso di pochi spiccioli - come nel caso di cui sono accusati i due fratelli - ma il conto lievita per gli apparecchi forzati e spaccati (in quell’anno circa novanta soltanto di quella ditta).
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