L’EVENTO
Il Falò della Motta, rivedi la diretta di Prealpina
Il tradizionale appuntamento con il fuoco di Sant'Antonio. Il messaggio dei Monelli
La città si è radunata intorno al fuoco di piazza della Motta nella serata di venerdì 16 gennaio. La catasta del falò di Sant'Antonio è stata data alle fiamme pochi minuti dopo le 21.

Tra gli accensori (foto Stefano Benvegnù e Angelo Puricelli), l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini (presente per la prima volta), il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco Davide Galimberti, ma anche i giocatori della Pallacanestro Varese . Grande folla nonostante la pioggia, che si è fatta più insistente sul finire della serata.

La fiamma si è levata dalla catasta con energia. E poi il rito dei bigliettini dei desideri da gettare nella pira ardente. Forte la sensazione che i desideri bruciati vadano in un'unica direzione: scacciare la paura, vivere serenamente insieme anche se di opinioni e di religioni diverse, costruire un futuro migliore.

IL PROGRAMMA DI SABATO
La festa continua sabato con le messe nella chiesa di Sant’Antonio di piazza della Motta dalle 8 alle 11. Alle 12, sul sagrato, ci sarà la tradizionale benedizione degli animali, seguita dal lancio dei palloncini e dalla benedizione dei pani nel laboratorio del panificio Pigionatti. Come avviene sempre al sabato, giorno in cui le scuole primarie sono chiuse, i palloncini verranno distribuiti tra i presenti in piazza. Ci saranno ancora le bancarelle di prodotti tipici in via Carrobbio. Non mancherà lo stand gestito dai volontari per la vendita di salamelle dei Monelli della Motta, preparate con una ricetta speciale che viene proposta solo per la festa.
VIABILITÀ E PARCHEGGI
I cartelli indicano la chiusura al traffico, già dalla mattina di venerdì, di piazza della Motta, via Carrobbio, piazza Monte Grappa e piazza Ragazzi del ’99 che sono invase dalla bancarelle. Il Comune, per favorire l’accesso, ha disposto che, per 24 ore, a partire dalle ore 7 di venerdì, saranno disponibili circa 300 parcheggi gratuiti al multipiano Sempione. Inoltre, si potrà parcheggiare gratuitamente nei circa 1.600 posti presenti nelle aree verdi nella giornata di venerdì, dalle 14 alle ore 20, e sabato, dalle 10 alle ore 20.
IL MESSAGGIO DEI MONELLI DELLA MOTTA
Di seguito il messaggio dei Monelli della Motta ai varesini, in occasione del Faló di Sant’Antonio.
«La tradizione del falò ha memoria ultra secolare e le cronache di inizio Novecento raccontavano quella “gran vampa” capace di illuminare la piazza, e i Monelli che tornavano carichi di legna per ravvivare il fuoco.Da allora ogni anno tra il 16 e il 17 gennaio la Motta torna ad essere ciò che è sempre stata: una piazza che raccoglie. Raccoglie i passi, le voci, i silenzi, e soprattutto raccoglie persone diverse, che per una sera si ritrovano attorno al fuoco. Il Falò di Sant’Antonio non è soltanto un rito: è un patto di comunità che si rinnova, un modo concreto per dire che Varese, quando vuole, sa stringersi. E’ importante allora il significato che scegliamo di dare a questo gesto: se il fuoco brucia il superfluo, allora che bruci anche l’indifferenza lasciando spazio alla solidarietà, al farsi prossimi senza clamore, “con il cuore”. Nel giorno di Sant’Antonio, tra l’accensione del Falò, la benedizione degli animali e dei pani, e il lancio dei palloncini che recano i desideri espressi dai bimbi, ciascuno porta qualcosa: un desiderio, una speranza, a volte una fatica. E se è vero che nel fuoco finiscono i biglietti, è altrettanto vero che fuori dal fuoco deve cominciare l’impegno: accorgerci di chi resta indietro, sostenere chi fa servizio, trasformare la festa in un’occasione di aiuto reale.Chiunque si reca al banco gastronomico dei Monelli della Motta a lato della chiesa degustando la mitica salamella, acquistando i nostri dolci e i biglietti della lotteria è parte di questo aiuto reale perché l’intero ricavato viene destinato ogni anno a concrete iniziative di solidarietà: quest’anno beneficiarie sono le associazioni la ‘comunità Il pezzettino’ e ‘Il Millepiedi ASD’Chiediamo allora a Sant’Antonio di aiutarci ad essere sempre di più una comunità che non si celebra soltanto, ma si prende cura. Buona festa di Sant’Antonio 2026».
Due pagine di approfondimenti sulla Prealpina di sabato 17 gennaio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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