ROMA
Abi, senza interventi contro l'invecchiamento il Pil -18% nel 2050
(ANSA) - ROMA, 18 MAG - Demografia e invecchiamento della
popolazione rappresentano la sfida chiave per l'economia
italiana: se infatti una minore popolazione in età lavorativa
implica una riduzione del potenziale di crescita - già visibile
nel medio periodo e più marcata nel lungo periodo - le stime
indicano, in assenza di interventi, livelli di Pil che
potrebbero essere inferiori di oltre il 18% nel 2050 e oltre il
30% nel 2080. E' quanto emerge dall'indagine "Evoluzione
demografica e servizi bancari" promossa dall'Abi che individua
quattro leve su cui concentrare interventi mirati per recuperare
tale perdita: giovani, donne, occupati laureati e saldi
migratori.
Secondo le previsioni Istat richiamate dall'indagine ABI, la
popolazione italiana potrebbe diminuire di oltre 13 milioni di
persone entro il 2080, scendendo dagli attuali 59 milioni a
circa 45,8 milioni. Contestualmente, la quota di popolazione con
più di 67 anni salirebbe fino al 31%. La popolazione in età
lavorativa si ridurrebbe di oltre 13 milioni di unità, scendendo
dall'attuale 67,3% del totale, al 58,2% nel 2050 e al 57,3% nel
2080, con dinamiche più accentuate nel Mezzogiorno. Se oggi 100
persone in età lavorativa sostengono 49 persone tra giovani e
anziani, nel 2050 dovrebbero sostenerne quasi 72, nel 2080 circa
75. L'incidenza degli anziani sulla popolazione in età da lavoro
passerebbe dal 30,5% al 52,8% nel 2050, al 54,7% nel 2080.
Secondo l'Abi, per mitigare gli effetti negativi della attesa
dinamica demografica, risulta fondamentale agire su più fattori,
favorendo e rafforzando percorsi di inclusione delle fasce più
vulnerabili della popolazione e sviluppando ulteriori
collaborazioni e proposte congiunte pubblico-privato, anche nei
settori del credito, della previdenza complementare, delle
assicurazioni, dell'educazione finanziaria e per le pari
opportunità. (ANSA).
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