IN TRIBUNALE
Aggredisce agenti e militari dopo il pestaggio di Porto Ceresio: ventenne ai domiciliari
Dalle violenze sul lago alla stazione di Varese dopo che le forze dell’ordine avevano rintracciato i responsabili
Dalla stazione di Porto Ceresio a quella "dello Stato" di Varese, nel giro di poche ore due episodi violenti hanno portato all'arresto di un ventenne accusato di aver aggredito carabinieri e poliziotti durante un controllo. Il giovane, nato in Italia ma di origine magrebina, disoccupato e con diversi precedenti, è stato fermato poco prima della mezzanotte tra mercoledì 27 e giovedì 28 maggio dai carabinieri impegnati in verifiche mirate dopo quanto accaduto nella stessa serata sul lago.
DOPPIA AGGRESSIONE
Secondo quanto ricostruito, proprio dalla stazione di Porto Ceresio un gruppo di ragazzi si era infatti allontanato in treno dopo l'aggressione a un uomo di 44 anni e il furto di una bicicletta ai danni di una ragazza. Quando il convoglio è arrivato a Varese, i militari hanno individuato il ventenne insieme ad altri due giovani. Con loro c'era anche una bicicletta. Mentre gli amici si sarebbero mostrati collaborativi durante il controllo, il ragazzo avrebbe iniziato subito ad agitarsi, probabilmente anche a causa dell'alcol assunto durante la serata. Secondo l'accusa, il ventenne avrebbe insultato i carabinieri, minacciandoli di morte, per poi colpire un militare dell'Arma e un agente della polizia di Stato intervenuto in supporto. Anche durante il trasporto in caserma il giovane avrebbe continuato a dare in escandescenze.
DISPOSTI I DOMICILIARI
Nella mattinata di oggi, giovedì 28 maggio, davanti al giudice del Tribunale di Varese, Stefania Brusa, si è svolta l'udienza di convalida dell'arresto. Il ventenne ha respinto le accuse sostenendo di non aver picchiato nessuno e di ricordare soltanto una lite con altre persone prima dell'intervento delle forze dell'ordine. Il pubblico ministero Davide Toscani ha chiesto gli arresti domiciliari, sottolineando i numerosi precedenti dell'imputato nonostante la giovane età, compresi due episodi di resistenza a pubblico ufficiale. Misura da eseguire nell'abitazione del padre a Casorate Sempione. Il difensore, l'avvocato Milena Ruffini, ha invece spiegato che il ragazzo è appena uscito dal carcere e starebbe tentando di avviare un percorso di recupero dalla dipendenza da sostanze, oltre a cercare un lavoro. La legale ha chiesto di non applicare alcuna misura cautelare oppure, in subordine, una misura meno afflittiva dei domiciliari, sostenendo inoltre che le lesioni contestate sarebbero state accidentali e provocate dalla reazione al contenimento da parte degli agenti. Al termine dell'udienza il giudice Brusa ha convalidato l'arresto disponendo gli arresti domiciliari.
© Riproduzione Riservata


