ACCADDE NEL 1979
All’Europarlamento ogni problema pesa un nono
Quarantasette anni fa le prime elezioni europee. Andarono alle urne il 62% degli aventi diritto, l’86% in Italia
«Ogni problema diviso per nove è un po’ meno grosso». Era questa l’idea di fondo che spinse quasi l’86% degli italiani alle urne tra il 7 e il 10 giugno 1979. Il “ritornello”, scandito da un video didattico, voleva sottolineare l’importanza di quel voto per i cittadini, non solo quelli italiani, perché si trattava delle prime elezioni europee. Per la prima volta, infatti, i votanti di diversi Stati avrebbero potuto eleggere in modo diretto e democratico, con suffragio universale, un’“assemblea continentale”. Non era mai successo che vi fossero votazioni internazionali. Erano state previste per il 1978, ma fu necessario posticiparle per adattare le leggi elettorali dei singoli Stati al nuovo organo. Erano quasi quarant’anni che si stava formando una coscienza politica di integrazione europea. Dal maggio 1950, quando il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, paventò l’idea di una collaborazione economica e politica, tramite la produzione comune di carbone e acciaio, per rendere una guerra tra Francia e Germania «non solo impensabile, ma materialmente impossibile». Dunque, nel 1952 un precursore del Parlamento europeo, senza poteri legislativi, era nato con l’Assemblea della Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). Ci vollero altri 27 anni per eleggere il primo Europarlamento, formato da 410 membri, espressione delle scelte di Francia, Italia, Germania Ovest, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Irlanda e Lussemburgo. «Opportunità democratica unica». «Pilastro del processo di integrazione europea». «I grandi problemi di oggi non li abbiamo solo noi». Erano queste le frasi con cui i vari rappresentanti spronavano al voto i propri cittadini. Il 62% degli aventi diritto in Europa li seguì recandosi alle urne. Vinsero il Gruppo socialista e il Partito popolare europeo. Anche in Italia, si mantenne il dualismo Dc, con 36%, e Pci, con 29%. Eletta presidente una donna: Simone Veil, sopravvissuta all'Olocausto, magistrato e politica, che definì quel momento «un traguardo storico».
La sesta puntata dell’inchiesta “Voto Perduto” sulla Prealpina di sabato 14 febbraio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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