TRIBUNALE
Angera, molestie alla nipote: zio condannato a 3 anni e 4 mesi
La bambina frequentava le Elementari. Il 58enne nega le accuse ma la Corte d’Assise di Milano lo condanna
Prima che la Corte d’Assise di Milano entrasse in camera di consiglio, un uomo di Angera, 58 anni, ha chiesto e ottenuto di rendere dichiarazioni spontanee. Davanti alla giuria popolare, l’uomo ha ribadito che «non è vero niente di quello che ha denunciato mia nipote», e cioè che «io in più di un’occasione l’avrei molestata quando andava ancora alle elementari e aveva meno di 10 anni». «Credetemi, io non le ho mai fatto niente di quello che mi viene ingiustamente attribuito», ha insistito.
Tuttavia, i giudici, togati e popolari, presieduti da Piera Bossi, non l’hanno ascoltato e, considerando credibile la versione della vittima, la cui deposizione è stata cristallizzata nell’ambito di un’audizione protetta, hanno deciso di condannare l’imputato, assistito dall’avvocato Felice Brusatori. Dalla Corte d’Assise una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione. La pm Barbara Benzi aveva sollecitato una condanna a sei anni e 10 mesi. Confermata l’imputazione della Procura di Milano: violenza sessuale su minore nell’ipotesi di minor gravità.
Le confidenze
Nel processo con rito ordinario non c’erano parti civili. Si contano sulle dita di una mano gli episodi contestati all’imputato, zio paterno della nipote, che lo ha denunciato a diversi anni di distanza, quando già frequentava le superiori. Alle insegnanti della scuola aveva voluto confidare quanto le era accaduto, un segreto tenuto per anni nascosto. La scuola aveva poi allertato la madre, che si era a sua volta recata a sporgere denuncia ai carabinieri di Cormano, alle porte di Milano.
Le abitazioni
In realtà, gli episodi incriminati sarebbero avvenuti in un caso nell’abitazione di Angera dell’imputato e in tutti gli altri casi nell’abitazione di Cormano dei nonni della vittima, genitori dell’imputato e, dove, approfittando dell’assenza di occhi indiscreti, l’uomo con la scusa di fare un gioco con la bambina si sarebbe reso autore di ripetuti sfregamenti hard. Le motivazioni dei giudici milanesi saranno depositate entro 30 giorni. Scontato il ricorso in appello della difesa.
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