LA CORSA ROSA
Bettiol va in fuga e vince: «Verbania? La mia seconda casa»
Il toscano dell’Astana conquista in solitaria la 13esima tappa. Il traguardo sul lago Maggiore davanti alla famiglia e alla compagna
Filippo Ganna sperava di vincere nella sua Verbania, approdo della 13esima tappa del Giro d’Italia, ma sulle sponde del lago Maggiore a trionfare è stato comunque un campione “di casa”, Alberto Bettiol, che da qualche tempo vive in zona con la compagna, Lisa Finetti. È il terzo italiano a conquistare un successo in questa edizione e, come lo stesso Ganna nella cronometro in Versilia e Davide Ballerini in volata a Napoli, l'ha ottenuta con pieno merito, inserendosi nella fuga decisiva e attaccando nel momento cruciale per tagliare il traguardo in piena solitudine, con 26” di vantaggio sul secondo, il norvegese Andreas Leknessund. Ben più tardi, a oltre 13 minuti, sono giunti la maglia rosa, Afonso Eulalio, e tutti i migliori, che hanno tirato il fiato in vista del tappone alpino.
LA TAPPA
La frazione da Alessandria a Verbania, quasi tutta pianeggiante a parte due salite negli ultimi 30 km, era adatta agli attaccanti e dopo una serie di schermaglie ha preso il largo un gruppetto di una quindicina di corridori, nessuno dei quali con ambizioni di classifica, mentre il gruppo della maglia rosa abbassava il ritmo. Purtroppo, Ganna non è riuscito a inserirsi nella pattuglia che oltre a Bettiol comprendeva anche gli italiani Francesco Busatto, alla fine ottavo, e Mirco Maestri. Sull'ultima salita, a Ungiasca, Bettiol non si è fatto sorprendere dall’attacco di Leknessund e senza forzare lo ha tenuto in vista. Quando il norvegese ha finito la benzina, poco prima di scollinare, Bettiol lo ha raggiunto e superato, incrementando sempre più il vantaggio nella discesa verso Verbania per cogliere il suo successo assoluto al Giro.
«QUI LA MIA SECONDA CASA»
«Vinco poco, ma farlo così mi rende davvero felice – ha detto il toscano dell’Astana, trionfatore del Giro delle Fiandre nel 2019 e campione italiano nel 2024 –, è un ricordo che porterò con me per sempre. Qui a Verbania c'era tutta la mia famiglia, mio fratello, i genitori, e anche quella della mia compagna. Lei è di qui e questa ormai è la mia seconda casa». «La cosa più difficile era entrare nella fuga di stamattina – ha spiegato ancora Bettiol –. Ce l’ho fatta e poi è andato tutto meglio del previsto. Del finale conosco ogni curva, ogni chilometro, specie della salita. Sapevo che l’ultimo tratto andava affrontato a tutta e che ci sarebbero stati ottimi scalatori, ma ero consapevole che la mia condizione fosse buona. Sono felicissimo di aver finalmente conquistato una vittoria con questa squadra».
«AUTENTICA IMPRESA»
Il toscano ha ricevuto anche i complimenti del presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni: «Alberto ha compiuto un’autentica impresa, confermando che si tratta di un corridore a cui non piacciono le cose facili. È un atleta di spessore, che non si risparmia mai. Verbania è la sua seconda casa e sappiamo come sia difficile essere “profeta in patria”, ma non per lui, che ha compiuto un’impresa simile anche quando vinse il titolo italiano in Toscana».
ARRIVANO LE MONTAGNE
La carovana si trasferisce ora in Val d’Aosta, dove sabato si svolgerà la 14esima tappa: 133 chilometri da Aosta a Pila con 4.350 metri di dislivello e cinque Gran premi della montagna. Eulalio cercherà di difendere i 33 secondi di vantaggio che ha su Jonas Vingegaard, trionfatore sul Blockhaus e a Corno alle Scale e atteso proprio sabato alla spallata decisiva per prendersi la maglia rosa.
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