L’INTERVISTA
«Candidato ideale? Io dico Cattaneo»
L’analisi di Piero Galparoli, ex dirigente di Forza Italia, sul centrodestra e le urne del 2027 a Varese per eleggere il sindaco
Il “professore delle preferenze”. Nessuno come lui e Mimmo Esposito.
È Piero Galparoli. ppartenenza politica: area centrodestra; partito Forza Italia di cui ora non fa più parte ma che in passato ha retto in qualità di responsabile degli enti locali, commissario cittadino e commissario provinciale. Azzurro, dunque, fino al midollo. È stato inoltre l’assessore provinciale del masterplan di Malpensa. Tanta roba.
“Il professore”, già . Che ora dà i voti a poco più di un anno dalle urne bosine per l’elezione del nuovo sindaco. Mai banale è stato l’agire politico e amministrativo del “Galpa”. Non può esserlo nelle valutazioni che seguono...
Varese al voto nella primavera del 2027. Centrodestra e centrosinistra ancora senza candidato sindaco. È presto o tardi?
«Né tardi, né presto. Chi vuole candidarsi a sindaco deve farsi avanti adesso. Questo è il momento giusto. Diciamo che i nomi devono comunque uscire entro l’estate».
Prima l’uovo o la gallina, cioè prima il programma o il candidato?
«Prima il candidato. L’aspirante sindaco deve partecipare dall’inizio e da protagonista alla costruzione del progetto da presentare agli elettori»
Per il centrodestra circolano tre nomi. Che cosa ne pensa lei di Luca Marsico?
«Ottimo candidato»
E del leghista Emanuele Monti?
«Più che ottimo»
E di Raffaele Cattaneo?
«Sarebbe il top»
Quindi Galparoli vota Cattaneo?
«Premetto che è da tanto tempo che non lo sento. E non voglio essere sponsor di nessuno. Dico quello che penso: Cattaneo saprebbe ribaltare la città in senso davvero positivo. Perché ha talento politico, esperienza e capacità amministrativa. Da assessore provinciale ho collaborato con lui che era assessore regionale prima alle Infrastrutture e poi all’Ambiente. Cattaneo ha sempre avuto una marcia in più. Basti guardare i progetti della ferrovia Arcisate-Stabio e del risanamento del lago di Varese che è iniziato seriamente quando se n’è occupato lui in Regione. Lo candiderei però a una condizione, anzi due».
Leggi l’intervista completa sulla Prealpina di sabato 14 marzo
Pasquale Martinoli
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