VIABILITA’
I semafori “impazziti” e il rischio incidenti
Castellanza, sbalzi di tensione li fanno lampeggiare disorientando gli automobilisti nell’incrocio di corso Matteotti in cui già si moltiplicano code e rallentamenti
«Quante code», «troppi disagi», «sono stufo di attendere al volante». Sono i commenti diffusi fra gli automobilisti, per lo più pendolari, che al mattino passano dall’incrocio di corso Matteotti, dove prima dell’interramento ferroviario c’era il passaggio livello. Un problema annoso, quello del traffico all’intersezione con le vie Piave, Pomini, e Sempione, che nemmeno la regolamentazione coi semafori ha risolto.
Semafori in tilt
A peggiorare i disagi, negli ultimi tempi, sono stati gli sbalzi di tensione alla centralina che regola i semafori, facendoli lampeggiare: ogni volta deve intervenire la polizia locale premendo il magico pulsante che mette tutto a posto, ma i problemi sorgono quando il sistema va in tilt di notte e bisogna attendere il mattino. Chi abita in zona racconta di auto spericolate in arrivo da via Sempione e da corso Matteotti senza fermarsi perché hanno la precedenza, mentre chi esce dalle traverse rischia incidenti gravi. È di ieri l’annuncio del Comune, che ha già stanziato i fondi per la sostituzione della centralina, ormai obsoleta: «Ancora qualche giorno e tutto tornerà alla normalità».
Gli incolonnamenti
Normalità che, in questo asse viario, si traduce in un traffico pressante, con incolonnamenti in entrambe le direzioni nelle prime ore del mattino e a tarda sera. In effetti sono tutti esasperati dalle code, affrontate armandosi di non poca pazienza. I malcapitati che escono dalle traverse le tentano tutte per immettersi a loro rischio e pericolo, prima che qualche conducente di buon cuore li lasci passare; quasi impossibile, se non ci si deve semplicemente mettere in coda, svoltare a destra o a sinistra. Ci sono poi gli sfortunati automobilisti fermi al semaforo per svoltare in via Pomini: i tempi d’attesa del verde sono lunghissimi e ci si deve sempre augurare di non scontrarsi con chi, spazientito, brucia il rosso dal senso opposto di marcia.
La rotonda
La domanda che si pongono tutti è: «Ma quando fanno la rotonda?». Soprattutto adesso che il Comune ha acquisito da Ferrovienord il sedime ferroviario. Ma non è così semplice. In primis perché servono fondi che al momento non ci sono in bilancio; bisogna poi considerare che la necessità di superare il dislivello di via Piave, opera che rende il progetto ancora più costoso. Il dubbio, per altro, è che eliminando i semafori in tanti sceglierebbero questa arteria per andare verso Busto o Legnano, aumentando così il traffico.
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