CELLULITE
La nemica che non risparmia nessuno

Democratica. Non c’è altro modo di definire la cellulite e lo sanno (quasi) tutte le donne. Questo inestetismo, infatti, ne colpisce ben 8 su 10 e non risparmia nemmeno gli uomini, sebbene ne siano affetti in maniera decisamente minore. Prendersene cura tutto l’anno è importante, ma la questione diviene urgente soprattutto durante l’estate, quando pantaloncini corti e bikini rendono necessario un intervento più strong.
La prima cosa da fare, naturalmente, è una diagnosi accurata del problema: la panniculopatia edemato fibrosclerotica – meglio nota come cellulite – è infatti una condizione alterata del microcircolo, che provoca in primis la tanto odiata buccia d’arancia. La prima cosa da sapere a proposito di questo inestetismo, però, è che non ha nulla a che vedere con la taglia, infatti, una corporatura esile non garantisce la totale assenza di cellulite e modelle fisicatissime come Bella Hadid o Hailey Bieber lo sanno benissimo.
Il problema, infatti, è legato ad un’ipertrofia delle cellule adipose, che aumentando il proprio volume, si espandono creando un accumulo di liquidi extracellulari in eccesso, oltre a un disequilibrio del sistema venoso e linfatico. Non è difficile notare, in effetti, come le zone più colpite dalla cellulite – generalmente cosce, fianchi e glutei – possano a volte risultare più fredde del resto del corpo proprio a causa di questa alterazione del flusso sanguigno, dando vita a un circolo vizioso che renderà ancor più difficile il drenaggio dei liquidi. Nonostante le cause siano, quasi sempre, legate alla genetica, a fattori ormonali e a uno stile di vita non troppo corretto, non tutte le celluliti sono uguali.
Sono tre, infatti, le fasi di sviluppo dell’infiammazione e, per individuare in quale ci si trova, un valido aiuto è schiacciare con un dito la pelle nella zona interessata e misurare il tipo di avvallamento che si forma: la fase iniziale avrà un cedimento praticamente inesistente - pari a 2 millimetri - che salirà a 4 millimetri nel secondo stadio e ulteriormente nel terzo, arrivando fino a 8 millimetri. Naturalmente, ogni stadio avrà bisogno di un tipo di intervento diverso e più o meno vigoroso. Il primo stadio, in termini tecnici quello della cellulite edematosa, è reversibile e può essere curato semplicemente con massaggi, prodotti specifici e attività fisica mirata. Il rimedio della nonna più efficace? Immergersi in una vasca di acqua fredda (a 23 gradi) per 5 minuti 3 volte alla settimana.
Più complesso è combattere i noduli del tessuto adiposo, che si manifestano già a partire dal secondo stadio, ovvero quello della cellulite fibrosa. In questo caso, le aree in cui è localizzata la cellulite saranno evidenti a causa della buccia d’arancia, ma eliminabili grazie a un intervento mirato dall’estetista.
Purtroppo, i noduli possono aumentare di dimensione e indurirsi tanto da provocare dolore: sono queste le caratteristiche principali di una cellulite sclerotica, ovvero allo stadio finale, che può manifestarsi anche sotto forma di insufficienza venosa e linfatica, provocando anche gonfiori a polpacci e caviglie. Non serve sottolineare l’importanza di consultare un medico, in questo caso: il derma è tanto indurito da non riuscire più a nutrire la pelle, che assume il caratteristico – e odiatissimo – aspetto “a materasso”, e potrebbe essere necessario un intervento chirurgico di liposuzione.
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