LA MOSTRA
Circondati dall’universo visivo di Erté
Centocinquanta opere tra cui disegni, bozzetti, pochoir, immagini e litografie
Famoso per le geometrie sofisticate e le eleganze impossibili, per i colori pieni e compatti, la sinuosità della linea curva, l’amore per l’oriente, Erté (1892-1990) è sinonimo di stile e di sintesi, in un lessico elegantissimo e inconfondibile, degli elementi stilistici e decorativi più caratterizzanti il periodo tra le due guerre. Una mostra al Labirinto della Masone – a Fontanellato nel Parmenese –, a cura di Valerio Terraroli e organizzata da Elisa Rizzardi, offre un’approfondita rilettura dell’opera di questa figura emblematica del gusto Art Déco, restituendone la complessità e la modernità e proponendo un’attenta selezione della vasta produzione dell’artista, con particolare attenzione alle opere realizzate tra gli anni Dieci e Trenta, considerato il periodo più originale e fortunato della sua lunga attività.
Il percorso espositivo, ideato da Maddalena Casalis, riunisce oltre 150 opere tra disegni, bozzetti, pochoir, litografie, le celebri serie dell’Alfabeto e dei Numeri, fotografie d’epoca e materiali cinematografici. Accanto alle 28 opere della collezione di Franco Maria Ricci, la mostra presenta prestiti da collezioni private italiane e internazionali e dal Victoria and Albert Museum di New York.
Originario di San Pietroburgo, a Parigi Roman PetrovičTyrtov naturalizza il proprio nome in Romain de Tirtoff, da cui nascerà lo pseudonimo che lo renderà celebre, Erté, dalla pronuncia alla francese delle iniziali del suo nome. Appena approdato nella Ville Lumière, lavora come disegnatore presso una piccola casa di moda ma viene subito licenziato perché i suoi disegni non sono apprezzati. Così Erté li mette tutti in una busta e li spedisce alla persona più famosa della moda in quegli anni, il celebre couturier Paul Poiret che, intuendone il talento, gli offre di lavorare presso di lui come illustratore ma anche scenografo e costumista. Paul Poiret ed Erté sono stati i primi a capire l’evoluzione dello stile femminile del Novecento e a proporre un nuovo ideale estetico, tanto che Poiret gli commissionerà i primi costumi teatrali, abiti con larghe tuniche e gonne a pantalone che influenzeranno la moda parigina di inizio secolo. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale e la chiusura dell’Atelier di Paul Poiret, Erté si reca in America e avvia una lunga e fortunata collaborazione con la rivista di moda Harper’s Bazaar: a 23 anni firma la sua prima copertina, cui ne seguiranno oltre duecento fino al 1937. Il magazine diventa un simbolo di innovazione e avanguardia ed Erté ne definisce lo stile creando con la rivista un legame inscindibile. Le sue figure slanciate, i dettagli ornamentali ricercatissimi e i colori audaci hanno dato forma a un immaginario seducente, diventato simbolo del lusso e del glamour del Novecento. Purtroppo, come sottolinea il curatore Terraroli, «il tramonto degli equilibri europei e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale segnano la fine dell’universo estetico del Déco: un mondo scintillante, teatrale, raffinato e ambiguamente seducente, che Erté ha incarnato nella vita e nell’arte, diventandone uno degli emblemi più eleganti».
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