IL SOPRALLUOGO
Come procedono i lavori alla pista 35L di Malpensa
Un cantiere grande come 40 campi da calcio nello scalo varesino. Riapertura prevista per il 10 maggio: «Dovrà durare vent’anni»
Un cantiere imponente, per una “lingua d’asfalto” paragonabile per dimensioni a 40 campi di calcio messi in fila. Proseguono i lavori di rifacimento della pista 35L – quella di sinistra – dell’aeroporto di Malpensa. Un intervento cruciale non solo per la sicurezza del volo, ma anche per l’adeguamento dello scalo ai nuovi scenari climatici.
I NUMERI DELL'INTERVENTO
Secondo quanto dichiarato da Claudio Cuccorese, direttore Sviluppo infrastrutture di Sea Milan Airports, il cronoprogramma è serratissimo: 55 giorni di lavoro totali – iniziati lo scorso 16 marzo –, con l’obiettivo di riaprire la pista al traffico il prossimo 10 maggio. Non si tratta di una semplice riasfaltatura superficiale: la pista è lunga circa quattro chilometri e larga 60 metri. Gli scavi raggiungono i 70 centimetri di profondità, un «rifacimento profondo» studiato per garantire una vita utile dell'infrastruttura di almeno 20 anni.
LA SFIDA LOGISTICA
A differenza di quanto accaduto a Linate nel 2019, dove l’unica pista presente aveva costretto alla chiusura totale dello scalo, Malpensa resta operativa. Tuttavia, la pista di sinistra presenta una complessità unica: si trova "stretta" tra la pista destra (35R) e il Terminal 1. «Il cantiere deve essere gestito per fasi – spiega Cuccorese –. Non può essere un unico grande spazio chiuso, perché i mezzi e le attività aeroportuali devono poter attraversare l'area. È una sfida operativa che stiamo gestendo giorno dopo giorno».
A PROVA DI CAMBIAMENTO CLIMATICO
Uno dei punti più innovativi dell'opera riguarda la resilienza ambientale. I lavori sono l’occasione per rifare completamente il sistema dei fognoli di pista, ovvero le infrastrutture dedicate allo smaltimento delle acque piovane. L'obiettivo è preparare Malpensa a gestire i fenomeni meteorologici estremi, come le piogge intense sempre più frequenti. Questo specifico progetto rientra in un piano europeo, che ha permesso a Sea di ottenere un finanziamento Ue pari al 30% dell'investimento.
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