MAXI EVASIONE
Contrabbando di Rolex: in cinque dal giudice
Coinvolte due società di spedizione degli orologi di lusso
C’era un giro clandestino di orologi esclusivi all’ombra delle società spedizioniere su cui concentrò l’attenzione la guardia di finanza nel 2024: stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, venivano inviati da Hong Kong alla base Nato di Aversa, ignara ed estranea al contrabbando. I beni entravano così in Italia con false fatture estere in regime doganale di «transito comunitario», cioè senza applicazione di dazi e Iva.
Resa dei conti
Un escamotage che tra il 2020 e il 2022 ha permesso di importare circa 64mila marchi di lusso, tra Rolex, Bulgari, Chopard, Cartier, Iwc, Panerai, per un valore di 103 milioni di euro. Ma il trucco è stato scoperto e a luglio saranno cinque gli imputati che compariranno davanti al gup Anna Giorgetti: si tratta dei legali rappresentanti delle due aziende con sede operativa a Malpensa e di tre dipendenti.
A settembre del 2024 la procura di Busto Arsizio dispose sequestri per oltre 21 milioni di euro, confermati anche dalla cassazione che respinse i ricorsi degli avvocati. A parere degli inquirenti l’evasione fiscale sarebbe di 23 milioni, corrispondenti ai diritti di confine non versati, suddivisi tra Iva per oltre 22,9 milioni e dazi doganali per 50 mila euro. In sostanza gli imputati, a vario titolo, avrebbero falsificato la documentazione doganale affinché gli orologi apparissero destinati alla Us Navy exchange distribution center, che è esente da dazi in virtù delle convenzioni internazionali.
La denuncia
In realtà la merce non veniva affatto inviata alla base militare, bensì a gioiellerie italiane, soprattutto in Campania. La base di Gricignano d’Aversa - lo dicono i giudici della suprema corte - era stata usata come “copertura logistica” per eludere imposte e tributi. L’indagine nacque dalla denuncia di una dipendente storica di una delle spa, che dopo una lunga malattia tornò al lavoro e trovò molte anomalie nelle fatture: molte erano relative a pacchi contenenti orologi di acciaio da 12 euro, ma riportavano un codice che corrispondeva ai brand di lusso.
I colli, accompagnati da un documento specifico per i beni non unionali arrivavano da Hong Kong ed erano destinati ad Aversa, ma la cinquantenne sapeva che fosse una procedura irrituale. Perché le basi della Nato non sono distributori di Rolex né commercializzano gioielli. A quanto pare ci aveva visto giusto.
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