FESTA DELLA LIBERAZIONE
«Contro la remigrazione e le guerre»
Cerimonia e corteo del 25 aprile a Gallarate
«Buon corteo a chi proseguirà». Così il sindaco Andrea Cassani ha chiuso questa mattina, sabato 25 aprile, il suo intervento in occasione dell’anniversario della Liberazione. Allontanando le polemiche che per anni in città hanno accompagnato la ricorrenza, per via della decisione del Comune - da qualche anno a questa parte - di non organizzare più il corteo del 25 Aprile che per tradizione si fermava davanti al monumento di largo Camussi. Per il sindaco una citazione di Indro Montanelli: «Un popolo che ignora il proprio passato, non saprà mai nulla del proprio presente».
GIOVANI
Del 25 aprile come «riappropriazione della città» e come «superamento di vent’anni di accantonamento delle libertà e della democrazia» ha parlato l’oratore ufficiale, Lorenzo Guenzani. Il gallaratese si è rivolto ai giovani: «Parlate con i testimoni». Un messaggio «breve, scontato e ripetitivo, ma per me non lo è mai abbastanza», ha detto. «Oggi quei testimoni allora erano perlopiù bambini e ragazzi ma il loro ricordo è comunque importante ed insostituibile».
Da Guenzani anche l’invito a recuperare l’associazionismo e la collaborazione tra associazioni. «I nostri enti associativi, fondati sui principi di democraticità interna, sono anch’essi il frutto della lotta che 81 anni fa ci ha permesso di costruire una società libera. Aumentare quella necessaria sinergia tra le varie realtà associative è forse la chiave affinché il nostro passato possa ancor più venir divulgato e permettere, attraverso la consapevolezza della nostra storia, con le sue luci ed anche le sue ombre, di creare menti attive, operose, volenterose nella società volte al bene di tutti».
CONTRO LA REMIGRAZIONE E LE GUERRE
Dopo le orazioni davanti al cimitero il corteo organizzato dall’Anpi è partito alla volta del centro, senza autorità, passando per via Manzoni. In apertura un grande striscione contro la guerra e poi il tricolore. «Auguriamoci che scoppi la pace finalmente e le istituzioni internazionali tornino ad avere il ruolo che hanno», ha detto la presidentessa Anpi Guja Baldazzi. Nel serpentone anche i boyscout con cartelloni e slogan. «Remigration è razzismo mascherato da politica» si legge su uno di essi. E Luigi Ambrosi, scelto dall’Anpi per il discorso in largo Camussi, ha denunciato il fascismo «che oggi assume nuove forme, come quella della remigrazione».
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