CAUSA COVID
Diabetici senza controllo terapeutico

Si chiama “inerzia terapeutica” o “inerzia clinica” la difficoltà che i pazienti con diabete mellito di tipo 2 hanno trovato nell’accedere alle cure durante l’emergenza Coronavirus. Da un’indagine condotta in tutta Italia per conto dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) con il sostegno di Novo Nordisk, risulta che negli ultimi quattro mesi sono state annullate più di 580mila visite diabetologiche, di cui 20mila “prime visite“, a causa di una completa mancanza di contatti ambulatoriali tra pazienti e medici.
Il problema riguarda non solo il momento della diagnosi, ma anche l’individuazione di una cura appropriata, poiché il primo trattamento non sempre è il più efficace. Condizione che fa perdere tempo prezioso: se la terapia non funziona dall’inizio la malattia progredisce in silenzio, con tutte le complicanze che ne possono derivare.
«Le conseguenze di questa inerzia terapeutica incidono negativamente sulla qualità di vita delle persone con diabete e anche sui loro familiari - fa presente Roberto Pella, presidente del Gruppo parlamentare “Obesità e Diabete” - ne consegue la necessità di promuovere al più presto un’azione di interlocuzione con il ministero della Salute».
«In genere i nostri pazienti - prosegue Paolo Di Bartolo, Presidente di AMD - sono poco propensi a cambiare la cura o a intensificarla, perché si preoccupano dei possibili effetti collaterali da farmaci, in particolare le ipoglicemie e l’aumento di peso».
I team diabetologici risentono già in tutta Italia della carenza di personale, di tempi e spazi non adeguati alla gestione delle visite. A complicare il quadro c’è ora l’emergenza sanitaria da Covid-19.
«Per affrontare tutte queste problematiche - conclude Domenico Mannino, presidente della Fondazione AMD - abbiamo dato vita ad un progetto che indaga sulla gestione del diabete durante e dopo la pandemia, con l’intento di fissare quanto prima degli incontri con i politici e con le diverse associazioni per avviare interventi operativi che possano ridurre il peso clinico ed economico della malattia».
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