CHIESA
Ordinazioni illecite e messe in latino: don Nicolò sospeso
Annuncio del vicario episcopale nelle chiese della Valceresio: pena canonica per don Nicolò Casoni, ex parroco di Santa Maria Nascente a Brusimpiano
Il braccio di ferro continuava da anni. Ora il verdetto finale della Chiesa: l’ex parroco di Santa Maria Nascente, don Nicolò Casoni, già allontanatosi l’anno scorso, è stato sospeso dal sacerdozio. Non può dunque «esercitare alcun tipo di atto ministeriale (celebrare l’eucaristia, confessare, amministrare sacramenti). Vi chiedo formalmente di non partecipare ad eventuali sue celebrazioni». Parole tratte dalla lettera del vicario episcopale della Zona II, don Franco Gallivanone, letta nelle messe di domenica nella parrocchia di Brusimpiano (LEGGI QUI il testo integrale).
Una vicenda sofferta
«Una triste comunicazione», ammette il vicario di Varese, dopo vari tentativi di conciliazione. Il 15 novembre scorso il primo avviso. «Negli scorsi anni in questa parrocchia sono state celebrate in modo illecito alcune ordinazioni presbiterali e diaconali, presiedute da un Vescovo non di questa Diocesi e mai autorizzate (...) dall’Arcivescovo di Milano», si legge. Si è tenuto un «processo canonico penale che ha coinvolto l’allora vostro parroco, nonché un giovane di questa parrocchia (…). Questo comportamento è stato quindi accertato mediante il suddetto procedimento, confermato poi dalla Santa Sede». Allora si decise di non applicare la sanzione, perché dialogando con don Gallivanone e con l’Arcivescovo Mario Delpini, don Nicolò manifestò «segni di pentimento, tra cui la rinuncia al suo ufficio di parroco». Poi la nuova rottura: «Nei mesi successivi don Nicolò non ha però tenuto fede alla sua promessa di pentimento, non accogliendo le richieste che gli erano giunte dall’Ordinario diocesano, tra le quali di rendersi disponibile all’Arcivescovo per accogliere un incarico ministeriale, come è dovere di ogni presbitero. Inoltre, in questi ultimi mesi, ha volontariamente celebrato, anche al di fuori di luoghi sacri, presso strutture private o addirittura abitazioni, avendo come diacono uno degli ordinati illecitamente, cui è formalmente proibito di esercitare il ministero diaconale e di indossare l’abito ecclesiastico. Peraltro, don Nicolò continua a celebrare Sante Messe utilizzando i testi liturgici ambrosiani antecedenti al Concilio Vaticano II, pur non essendogli consentito. Nella nostra Diocesi, infatti, l’Arcivescovo Capo-Rito ha stabilito che tali celebrazioni possano svolgersi solamente in alcune chiese identificate stabilmente e che siano presiedute da sacerdoti autorizzati dall’Ordinario diocesano. Tra di essi non vi è attualmente don Nicolò». Si tratta delle messe in latino di cui l’ex parroco è da sempre fervente sostenitore.
La fase conclusiva
Ultimo tentativo di recupero: «Il Vicario generale, il 17 ottobre 2025, ha emesso un precetto penale» chiedendogli «di osservare quanto già imposto (…) incorrendo, in caso di inosservanza, nella pena canonica della sospensione. Con un suo comunicato del 26 ottobre, don Nicolò ha dichiarato pubblicamente di non voler osservare quanto richiesto e, pertanto, è stato avviato un procedimento penale canonico (…). A conclusione, il 26 febbraio 2026, il delegato dell’Arcivescovo ha emesso un decreto penale extragiudiziale, con il quale è stata dichiarata la pena canonica della sospensione da tutti gli atti della potestà d’ordine e gli è stata inflitta la proibizione di dimorare nel territorio dell’Arcidiocesi per cinque anni e la proibizione, indipendentemente dalla sospensione, di ricevere confessioni e di predicare per cinque anni». Una decisione in punta di diritto canonico che ha colpito i fedeli. Nessuna replica da don Nicolò. Ma nel dibattito online, molti sono dalla sua parte, per la fedeltà alla tradizione: nessuno mette in dubbio la sua fede o il suo essere “un buon cristiano”. Il sindaco di Brusimpiano Fabio Zucconelli parla di «questioni interne alla Chiesa. Noi abbiamo sempre avuto un bel rapporto con il parroco, l’oratorio funzionava bene». La parrocchia è retta ora dal Decano della Valceresio, don Claudio Lunardi.
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