LE OPINIONI
Ecco l’identità di Banksy. E adesso?
Un’inchiesta della Reuters svela il nome dello street artist
Bene, il vero nome di Banksy è questo: quindi? È stato un po’ questo il primo pensiero di molti quando hanno appreso che un’imponente inchiesta dall’agenzia di stampa internazionale Reuters ha svelato l’identità che si cela dietro lo pseudonimo dello street artist più famoso del mondo. In un’epoca di guerre, di crisi finanziarie, di cambiamenti climatici, c’era davvero bisogno di investire tempo e risorse per scoprire chi sia l’autore di graffiti - innocui ma con una potenza artistica enorme – comparsi in vari angoli del pianeta? Al di là della “spesa” in sé (ognuno è libero di fare ciò che vuole con i propri quattrini), perché togliere quell’alone di mistero e di poesia che ancora aleggiava? Nell’era digitale, dove pasta chiedere a Google o interrogare ChatGpt per avere tutte le informazioni a portata di pollice, era rimasto uno dei pochi baluardi di romanticismo. Vandalo? Trovata commerciale? Per qualcuno forse sì, ma intanto ha fatto tornare un po’ bambini: una sorta di eroe armato di stencil, vernice e bomboletta, che si aggira per il mondo, colpisce con le sue bombe d’arte, e poi sparisce senza lasciare traccia.
Ma non solo: nell’ottobre del 2018, ad esempio, a un’asta di Sotheby’s a Londra, il suo famoso quadro della bambina con palloncino rosso si autodistrusse subito dopo essere stato venduto per oltre un milione di sterline. Una volta battuto all’asta, infatti, un meccanismo all’interno della cornice tagliò metà del quadro in decine di strisce, tra lo stupore di tutte le persone presenti. Banksy rivendicò la paternità di quel gesto in un video, limitandosi a citare una frase di Picasso: «Ogni desiderio di distruzione è anche un desiderio di creazione». Anche in quel caso, l’artista riuscì a lasciare il mondo a bocca aperta. Negli ultimi quattro anni i reporter di Reuters hanno visitato i luoghi dove erano apparsi i graffiti, in particolare la località di Horenka, in Ucraina, e raccolto informazioni fra gli abitanti, mostrando loro delle fotografie di diversi street artist, per poter identificare il vero Banksy. È stato anche rivelato che Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack nonché a lungo nella rosa dei possibili Banksy, è stato un suo stretto collaboratore. Insomma, i giornalisti hanno compiuto un lavoro certosino, rigoroso dal punto di vista professionale ma forse un po’ triste preferiva continuare a immaginare un artista senza volto. A proposito: pare che Banksy sia un 53enne di Bristol ma, almeno qui, non riporteremo il vero nome. Ci piace sognare ancora un po’.
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