INVECCHIAMENTO E FUTURO
Emergenza anziani: «Agire subito con un’alleanza»
Manifesto di Uneba alle istituzioni: serve una rete assistenziale
L’emergenza si supera con l’alleanza. Questo il concetto alla base del manifesto per la tutela e il rafforzamento del sistema sociosanitario redatto da Uneba (l’unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale) e presentato a Varese al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, all’assessore regionale Francesca Caruso e ai consiglieri Emanuele Monti, Samuele Astuti, Giuseppe Licata e Romana Dell’Erba.
Superare la crisi
Il tema è importante e, allo stesso tempo, delicatissimo. Bisogna riuscire a gestire la trasformazione demografica che coinvolge l’Italia e, in particolare, la Lombardia dove la popolazione anziana continua ad aumentare. Il sistema rischia di implodere se non verranno trovati gli accorgimenti giusti per superare la crisi. Il manifesto diventa, perciò, l’appello alle istituzioni per agire. Subito.
Rafforzare la rete
«Nei prossimi anni cresceranno in modo significativo le fasce più anziane, con un conseguente aumento della non autosufficienza, delle patologie croniche e delle condizioni di fragilità». Saranno sempre di più i malati di Alzheimer con il conseguente fortissimo impatto sanitario e sociale, mentre i nuclei familiari si indeboliscono progressivamente. Che fare? La risposta – secondo Uneba – deve venire dalla rete.
I servizi domiciliari
Già oggi c’è un sistema socio-sanitario lombardo che agisce in maniera capillare, pure in provincia di Varese. Ma bisogna avere la forza di cambiare paradigma: «Le Rsa non sono più da tempo semplici strutture residenziali. Negli anni hanno sviluppato servizi domiciliari e modelli aperti, interventi di supporto ai cosiddetti caregiver (persone che si occupano dell’assistenza degli anziani, ndr) e utilizzo di strumenti di telemedicina». È su questi fronti che si può costruire il futuro. Ma come?
L’hub territoriale
Il passaggio fondamentale è quello culturale che indica le Rsa non più come la casa di riposo vecchio stile ma come «hub territoriale della fragilità» integrato con il sistema ospedaliero, con i servizi sociali del Comune, con la medicina territoriale e persino con il sistema universitario. «Le Rsa devono diventare il nodo di integrazione della rete. Senza questa evoluzione il sistema non reggerà l’impatto demografico in atto, con il rischio concreto di cure inappropriate, costi sociali crescenti e un carico assistenziale sempre più gravoso per le famiglie».
Le misure da attuare
È a questo punto che entrano in gioco le istituzioni regionali con una serie di misure che possono arginare un fiume che, altrimenti, rischia di mandare in tilt tutto il sistema socio-sanitario. Tra le proposte di Uneba ci sono, per esempio, «la flessibilità nei sistemi di accreditamento e la semplificazione nei processi amministrativi, il superamento dei vincoli di esclusività nei contratti pubblici per i medici nelle strutture territoriali, le tariffe adeguate ai costi reali, soprattutto per le patologie neurodegenerarive».
L’intervento legislativo
Inoltre serve un intervento legislativo a livello nazionale. Uneba lo auspica tenendo conto di sei punti: 1) riconosca l’Alzheimer come priorità sanitaria e sociale, 2) definisca livelli essenziali di assistenza specifici, 3) garantisca una copertura economica adeguata, 4) chiarisca la ripartizione dei costi tra Stato, Regioni e famiglie, 5) sostenga lo sviluppo di nuclei specializzati nelle Rsa, 6) promuova ricerca, formazione e innovazione.
Governare il cambio
Lanciato il messaggio, Uneba si mette a disposizione per raggiungere gli obiettivi prefissati nel manifesto, esprimendo «piena disponibilità a collaborare con le istituzioni regionali e nazionali per contribuire alla costruzione di soluzioni sostenibili, integrate e orientate ai bisogni reali delle persone. L’obiettivo comune è governare in modo efficace una trasformazione già in atto, consolidando un sistema capace di rispondere con qualità, continuità e appropriatezza alle sfide dei prossimi anni». Il documento, firmato dal presidente Luca Trama e dalla vice Antonella De Micheli diventa, perciò, il punto di snodo per costruire «insieme una rete che accompagni la fragilità, non la lasci sola». Ne va del nostro futuro.
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