L’APPUNTAMENTO
Festa del Rugby Varese: la tradizione compie 50 anni e va «a sostegno della creatività»
Una formula collaudata che mixa i tornei sul campo al lancio di nuovi album
«Particolarità? Secondo me il solito, nel senso che la Festa del Rugby è già particolare così. E quindi ci piace riproporla ogni anno». Simone Spiteri, tra gli organizzatori della Festa del Rugby Varese insieme ad Andrea Minidio e altri duecento volontari, mette in luce una delle regole non scritte dello sport, così come del divertimento: ciò che funziona, non si cambia. Ma l’imminente edizione del tradizionale evento che la società rugbistica varesina ha in programma da oggi, giovedì 11, a sabato 13 giugno al Centro Sportivo Aldo Levi i suoi tratti distintivi ce li ha eccome. Non soltanto perché cade nel 50esimo anniversario dalla fondazione di Rugby Varese. «Dal punto di vista musicale – continua Spiteri, che milita inoltre nella prima squadra – ci saranno tanti giovani artisti emergenti di Varese. Alcuni presenteranno anche nuove uscite, album ed EP o appena pubblicati o che stanno per pubblicare. Quest’anno abbiamo voluto dare tanto risalto e spazio a loro, più che a un nome affermato come potevamo fare gli anni scorsi». Gli fa eco Minidio, ex seconda linea che spesso al Levi si è esibito nel ruolo di musicista: «Tendenzialmente la varietà è una cifra della nostra festa. Quest’anno forse ancora un pochino di più, anche perché abbiamo deciso di puntare molto su un motto, A sostegno della creatività, perché l’idea del sostegno è alla base dello sport del rugby. Abbiamo deciso di puntare molto sul dare visibilità e opportunità a giovani artisti, magari non notissimi, ma stanno uscendo con un disco o hanno appena fatto un disco, e così li aiutiamo a promuoverlo. Ecco, non ci sono nomi di grido, ma band di trentenni, artisti che sono alla loro prima o seconda uscita. Cerchiamo di sostenere la creatività giovanile anche con la presenza dei finalisti del contest». Ovvero del noto Rugby Varese Music Challenge, competizione tra band e artisti under 35 le cui battute si svolgono nella fase finale della stagione. Da qualche anno, la finale è parte integrante della tre giorni, e anche stavolta l’appuntamento è confermato per la sera di venerdì 12.
Tutto il programma, comunque, si basa su tre parole che Spiteri ci tiene a scandire: Sport, Musica e Divertimento. Spazio quindi agli stand gastronomici con cibo e birra, ma anche ai tornei sportivi che da più di vent’anni accompagnano il secondo weekend del giugno biancorosso. Guardando già agli obiettivi dei mesi successivi, spiega Minidio: «La nostra è una festa popolare, una festa di sport ma anche generalista. Si rivolge alle famiglie ma anche ai giovani e persino agli old: c’è un po’ di tutto, perché dobbiamo soddisfare un po’ tutti. Da un lato il purista della musica potrà dire che la selezione musicale non ha un’identità fortissima, ma il nostro punto è proprio questo: sappiamo qual è la nostra dimensione. Siamo una squadra che si impegna con questa festa a sostenere l’anno sportivo successivo. Per noi è una raccolta fondi. La nostra missione è dare un campo e dei servizi ai bambini, ragazzi e giovani che vogliono fare sport».
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