LE TENSIONI
Fili tagliati alle giostre dei cavalli, ancora scontro sulle Bettole
Dopo il summit in Comune, blitz della proprietà per rimuovere le strutture considerate abusive all’ippodromo di Varese
Dalle tensioni in Commissione ai fili tagliati delle giostre per l’allenamento dei cavalli. Alle Bettole il clima tra proprietà delle scuderie e operatori ippici è tornato incandescente nel giro di poche ore. E stavolta al centro dello scontro non c’è soltanto la rimozione delle strutture contestate dal Comune, ma il modo con cui sarebbe stata eseguita: secondo gli allenatori, infatti, la proprietà avrebbe deliberatamente danneggiato le giostre rendendole inutilizzabili, pur senza alcuna necessità tecnica di farlo.
IL FATTO
L’episodio è avvenuto giovedì mattina – 21 maggio – nelle scuderie Olona, all’indomani della commissione Sport di Palazzo Estense in cui gli allenatori avevano espresso il timore di nuove tensioni. Paura che, hanno denunciato nella giornata di venerdì gli operatori, si sarebbe materializzata nel giro di poche ore. Al centro dello scontro ci sono le giostre utilizzate per il movimento dei cavalli, installate dagli allenatori Bruno Grizzetti e Clara Bonfanti. Strutture considerate abusive dal punto di vista urbanistico e per le quali il Comune ha emesso un’ordinanza di rimozione entro 90 giorni. Termine che però non è ancora scaduto: ne sarebbero trascorsi circa trenta. Secondo l’ingegner Elio Pautasso e Guido Borghi, rappresentanti della proprietà, proprio l’esistenza dell’ordinanza avrebbe giustificato l’intervento diretto della Svicc. «Il Comune ha disposto la rimozione – spiegano –. Noi siamo proprietari dell’area e ci siamo attivati per essere parte diligente rispetto a un provvedimento comunale con risvolti penali». Una versione che però gli allenatori contestano duramente, soprattutto per le modalità dell’intervento. Sostengono che le strutture fossero sì prive di autorizzazione urbanistica definitiva, ma previste dagli accordi di affitto delle scuderie e soprattutto al centro di una richiesta di proroga di sei mesi che gli operatori stanno per presentare al Comune in vista dell’avvio della stagione delle corse, fissato per il 10 giugno. In caso di accoglimento, le giostre potrebbero restare dove sono senza necessità di spostamento immediato. «Sono venuti con un elettricista e hanno tagliato i fili della centralina della giostra – racconta Grizzetti –. Ma il punto è che per spostarle non serviva distruggerle. Bastava scollegarle. Invece hanno aperto il quadro elettrico con un cacciavite, asportato i cavi e reso tutto inutilizzabile». Secondo gli allenatori non si sarebbe quindi trattato di una semplice operazione preparatoria alla rimozione, ma di un vero danneggiamento. «Le avremmo eventualmente spostate noi, serenamente – prosegue Grizzetti –. Così invece hanno creato un danno economico e un problema per i cavalli, che utilizzano quotidianamente quelle strutture per il lavoro e il recupero fisico».
PRONTA UNA DENUNCIA
Per l’accaduto Grizzetti e Bonfanti presenteranno denuncia ai carabinieri per danneggiamento aggravato. «Esistono i tribunali. Se Borghi ritiene di avere ragione vada da un giudice, non si faccia giustizia da solo – aggiunge Grizzetti –. Qui non si parla di smontare una struttura, ma di tagliarla e danneggiarla. È un gesto grave». Il riferimento è a quanto accaduto già lo scorso anno, quando la proprietà aveva impedito l’accesso alla pista di allenamento posizionando delle barriere. In quel caso il Comune era intervenuto imponendone la rimozione per garantire la prosecuzione dell’attività ippica. «Avevamo detto in Commissione di avere paura di nuovi gesti del genere – conclude Grizzetti – e purtroppo sono arrivati subito. Noi vogliamo soltanto lavorare e far partire serenamente la stagione delle corse».
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