IL FATTO
“Finto carabiniere”: chiamano un giornalista e scatta la trappola
Un primo tentativo di truffa non va in porto a Domodossola e contribuisce a sventarne un secondo. Denunciata una 21enne
Ancora un tentativo di truffa del “falso carabiniere”. Questa volta però il colpo non è andato a segno. Si è infatti conclusa con il recupero della refurtiva e la denuncia di una giovane donna l’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Domodossola.
LA TENTATA TRUFFA E L’ALLARME
La rapida attività investigativa ha permesso di interrompere la fuga di una 21enne campana ritenuta responsabile di una truffa aggravata ai danni di un’anziana residente nell’Ossola. L’allarme è stato lanciato da un giornalista che nella mattinata di giovedì 23 aprile ha ricevuto la telefonata del falso carabiniere che gli aveva rappresentato la classica situazione con l’imminente arrivo di un emissario per il recupero di monili. Ma il giornalista non solo non è caduto nel tranello, ma ha immediatamente informato la Centrale operativa dei carabinieri. Le forze dell’ordine hanno monitorato le strade e nel frattempo è arrivata la richiesta di aiuto di una vittima che aveva appena consegnato i propri averi a una complice presentatasi presso la sua abitazione; l’anziana ha riferito ai militari di essere stata contattata telefonicamente da un sedicente maresciallo dei carabinieri di Villadossola: l’interlocutore, con l’inganno, l’aveva indotta a raccogliere tutti i propri monili e preziosi su un tavolo, preannunciandole l’imminente arrivo di una presunta incaricata del Tribunale; quest’ultima avrebbe avuto il compito di controllare i beni per verificarne la legittima provenienza e accertare che non fossero provento di furto. Una volta entrata in casa, la complice si è impossessata rapidamente di tutti i monili, dileguandosi subito dopo per far perdere le proprie tracce.
RECUPERATO IL BOTTINO
I militari si sono subito attivati controllando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e intercettato la sospettata alla stazione ferroviaria di Domodossola poco prima che potesse allontanarsi. Nello zaino aveva tutto il bottino: gioielli in oro giallo e bianco, orologi, fedi nuziali, anelli con pietre e diamanti, oltre a numerose collane, bracciali, spille e ciondoli, alcuni dei quali raffiguranti volti di familiari della vittima. Dal cellulare della donna sono emerse chat e istruzioni fornite da complici per coordinare la fuga e nascondere le prove del reato. L’indagata è stata denunciata e la refurtiva restituita.
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