LO SCONTRO
Fornasette, guerra social per un voto
Posti letto ai vigili del fuoco anziché Centro migranti: il sindaco uscente Enrico Bianchi smonta le dichiarazioni dello sfidante Andrea Pellicini
«Nel documento della Prefettura non c’è indicazione di altre figure istituzionali. Questo è stato un lavoro collegiale delle parti interessate». Enrico Bianchi parte da qui per replicare al video diffuso da Andrea Pellicini sulla vicenda dell’ex caserma dei carabinieri di Fornasette, destinata ora ad alloggi per i vigili del fuoco dopo l’abbandono dell’ipotesi di un Cas per richiedenti protezione internazionale.
Ed è probabilmente questa frase a spiegare meglio il clima che si respira a Luino a pochi giorni dal voto amministrativo: una corsa generale alla paternità politica di una decisione che, nei documenti ufficiali, appare molto più tecnica e pragmatica di quanto racconti la propaganda elettorale.
Pellicini, in un video diffuso sui social, attribuisce la svolta all’intervento del Ministero dell’Interno attraverso il sottosegretario Emanuele Prisco, contattato - spiega - da lui stesso e dal collega parlamentare leghista, Stefano Candiani. «Per fortuna il Ministero ha determinato il cambiamento di destinazione», sostiene l’ex sindaco, aggiungendo che la scelta dimostrerebbe la differenza tra «un’Amministrazione vicina alle forze dell’ordine» e una «più sensibile all’accoglienza dei migranti».
Bianchi però ribalta completamente la lettura politica della vicenda. E lo fa partendo dalla comunicazione ufficiale della Prefettura di Varese, pubblicata anche sul sito del Comune, nella quale si spiega che i bandi per l’utilizzo della struttura come Centro di Accoglienza Straordinaria sono andati deserti per ragioni economiche e logistiche.
Troppo costosa la gestione, troppo delicata la posizione a ridosso del confine svizzero, troppo complicato rendere sostenibile un Cas in una struttura isolata e con capacità limitata. Tradotto: il “progetto migranti” si era già sostanzialmente arenato da solo. Secondo il sindaco uscente, il passaggio successivo nasce invece dal confronto tra Prefettura, Comune e Comando provinciale dei vigili del fuoco. È stato infatti il comandante provinciale dei Vvf a manifestare interesse per utilizzare la struttura come alloggio operativo per personale proveniente da fuori provincia.
Da lì la restituzione dell’immobile all’Agenzia del Demanio e il successivo trasferimento al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Bianchi insiste molto proprio su questo aspetto: «Nel documento della Prefettura non compaiono altre figure istituzionali».
Una puntualizzazione che sembra indirizzata sia a Pellicini sia al consigliere Davide Cataldo, candidato nella lista “Vento del Verbano”, che nei giorni scorsi aveva rivendicato una proposta avanzata già nell’autunno scorso dopo le segnalazioni del delegato Cisl Roberto Cortese sulle difficoltà logistiche del distaccamento luinese.
La sensazione, osservando la vicenda dall’esterno, è che tutti abbiano deciso di salire sul carro del risultato finale. Con una differenza però abbastanza evidente: mentre la politica discute di meriti, la Prefettura continua a parlare soprattutto di sostenibilità logistica ed economica. Anche il passaggio forse più duro dell’intervento di Bianchi ruota attorno a questo. Quando Pellicini lascia intendere che avere un sindaco-deputato rappresenterebbe un valore aggiunto per i rapporti con i ministeri, il primo cittadino uscente risponde con ironia piuttosto secca: «Se per amministrare una città come Luino serve un sindaco che sia anche parlamentare, allora per governare Milano o Varese cosa servirebbe? Il Presidente della Repubblica?».
Poi arriva un altro affondo politico. Pellicini sostiene che la vicenda dimostrerebbe l’importanza di amministrazioni più vicine alle esigenze di sicurezza che all’accoglienza. Bianchi evita lo scontro ideologico diretto ma replica: «Io non guardo alle sensibilità politiche. Guardo alle persone che lavorano, che vivono qui e che sono in difficoltà». Sul fondo resta comunque una notizia concreta: niente Cas a Fornasette e sedici posti letto per i vigili del fuoco del distaccamento di Luino. Una soluzione che risponde a un problema reale e operativo del Corpo, in attesa della nuova caserma promessa da anni. Il resto, almeno fino al voto, sembra sempre più una battaglia su chi possa intestarsi il merito di avere spento un incendio che, probabilmente, si era già consumato da solo.
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